Lungomare di Zambrone, il Comune replica al Wwf: «Nessuna nuova colata di cemento»

L’amministrazione comunale spiega come l’incidenza cementizia sia pari ad una percentuale prossima allo zero. E aggiunge: «Se non interverrà una proroga l’opera non sarà comunque realizzata»
L’amministrazione comunale spiega come l’incidenza cementizia sia pari ad una percentuale prossima allo zero. E aggiunge: «Se non interverrà una proroga l’opera non sarà comunque realizzata»
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Nessuna colata di cemento sul lungomare di Zambrone. La replica dell’amministrazione comunale del centro costiero vibonese al Wwf non tarda ad arrivare e viene sostanziata da una serie di precisazioni. Intanto, spiega il Comune retto dal sindaco Corrado L’Andolina, l’Ente in questione «è beneficiario di uno stanziamento da parte del ministero dell’Interno di 3,5 milioni di euro per la messa in sicurezza del litorale. Nell’ambito di tale operazione – si aggiunge – dovrebbero essere previste diverse esecuzioni, fra cui: la realizzazione di una nuova rete fognaria; misure di contrasto dell’erosione; ampliamento degli spazi fruibili dai visitatori. Allo stato non esiste alcun progetto definitivo. Agli atti vi è solo uno studio di fattibilità. Per cui – si argomenta – come si fa a parlare di colata di cemento se non esiste neanche un progetto esecutivo? Per la precisione: rispetto all’esistente lungomare, l’ampliamento ha dimensioni limitate e dettato da ragioni di aumento degli standard di sicurezza. Per la parte rimanente, lo studio di fattibilità prevede un percorso solo pedonale con piastrellamento e ringhiera, ispirato sempre dalle medesime ragioni. Dove sarebbe l’asserita colata di cemento?». [Continua sotto la pubblicità]

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Per l’amministrazione comunale «l’incidenza cementizia, dell’eventuale opera, sarebbe comunque sottoposta al vaglio delle preposte autorità, anche sotto il profilo dell’incidenza ambientale. Ma soprattutto, già dallo studio preliminare si può agevolmente evincere che l’incidenza cementizia dell’opera, rispetto all’edilizia esistente nell’area marina sarebbe inferiore allo 0,0000000001%. In pratica, nulla. Il termine ultimo per la determina a contrarre è scaduto il 6 novembre, per cui in mancanza di una proroga, che dovrà avvenire esclusivamente per legge, l’opera non potrà comunque essere realizzata. In merito, si aggiunge che una realizzazione così complessa, considerato che l’ufficio ha dovuto operare anche per una variante al Psc, era incompatibile con gli otto mesi concessi dal Ministero per potere realizzare la determina a contrarre. Per cui, il Comune di Zambrone, con altre centinaia di Enti che sono stati oggettivamente impossibilitati a rispettare il termine, ha chiesto una sua proroga. Il lungomare di Pizzo, quello di Diamante o di Reggio Calabria, sono esempi più che positivi di come le esigenze ambientali possono essere compatibili con quelle dello sviluppo. Unico rammarico, il giudizio tranchant e senza nessun confronto da parte dei rappresentanti del Wwf con l’Ente, magari effettuato sul campo che l’Amministrazione auspica possa ugualmente avvenire nei prossimi giorni. Peraltro – conclude la nota a firma dell’amministrazione comunale -, in un contesto storico locale in cui gli amministratori locali hanno fatto della tutela ambientale il loro inderogabile primo principio ispiratore. E l’azione a difesa del territorio è realizzata sul campo, giorno dopo giorno, in modo silenzioso ma costante».

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