L’ex Palazzo vescovile di Mileto lasciato nel degrado

Non migliore l’area alle spalle dell’edificio ricoperta da rovi ed erbacce che hanno invaso pure l’adiacente piazza Naccari
Non migliore l’area alle spalle dell’edificio ricoperta da rovi ed erbacce che hanno invaso pure l’adiacente piazza Naccari
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Quello che potenzialmente dovrebbe rappresentare il fiore all’occhiello di Mileto, da decenni risulta invece essere il mesto simbolo della sua decadenza. L’ex Palazzo vescovile continua ad essere lasciato in stato di totale di abbandono, nonostante mesi fa la Soprintendenza di settore del Mibact lo abbia dichiarato di interesse architettonico e sottoposto a vincolo. O, almeno, così appare quel che resta della struttura, visto che eventi più o meno fortuiti, verificatisi a cavallo tra lo scorso e l’attuale secolo, lo hanno letteralmente ridotto a brandelli. Nell’assoluto degrado permane l’ottocentesco immobile di proprietà privata ubicato in pieno centro cittadino, nei pressi della villa comunale, come se si stesse solo aspettando che il lento incedere del tempo e delle stagioni lo costringa a piegare le ginocchia e ad andare definitivamente in rovina. La situazione non va certo meglio alle spalle dell’edificio, anzi.

La parte del fabbricato demolita dal Comune decenni fa – dopo che un erroneo colpo di ruspa (sic) lo aveva reso pericolante – è da tempo letteralmente avvolta da rovi ed erbacce che, inesorabilmente, hanno invaso anche l’adiacente piazza Domenico Naccari. Tant’è che da mesi cittadini incivili e sporcaccioni, approfittando del buio pesto che avvolge l’area nelle ore notturne e della conseguente impunità, hanno addirittura deciso di utilizzarla per scaricare spazzatura e quant’altro, cosa ancor più grave nonostante la raccolta differenziata “Porta a Porta” predisposta dal Comune funzioni a dovere. Il risultato è una sorta di girone infernale e di discarica a cielo aperto che caratterizza il centro nevralgico della cittadina normanna, parte della zona che – secondo l’impianto originario della fine del XVIII secolo –  doveva ospitare la “piazza de li mercati generali”.
Gli ingegneri che all’epoca hanno predisposto il progetto urbanistico a campo romano si staranno girando nella tomba. L’ex Palazzo vescovile, tra l’altro, risulta essere uno dei più importanti plessi architettonici della Calabria, in quanto uno dei primi, rari esempi di sistema costruttivo “baraccato” utilizzato dai Borboni all’indomani del terremoto del 1783. In un paese normale, ci dovrebbe essere quanto basta per far sì che chi di dovere metta in campo azioni congrue e non di facciata, affinché l’area venga “bonificata” e la struttura non vada definitivamente perduta. Evidentemente non a Mileto… almeno sino ad oggi.  [Guarda le foto dopo la pubblicità]