Nicotera, il Movimento 14 luglio torna all’attacco: «Oliverio non si scordi di noi»

«L’acqua - scrivono gli attivisti - è sempre marrone e i commissari temporeggiano sulle opere da realizzare nel terreno confiscato ad un potente clan locale. Sono forse intoccabili queste terre?»

«L’acqua - scrivono gli attivisti - è sempre marrone e i commissari temporeggiano sulle opere da realizzare nel terreno confiscato ad un potente clan locale. Sono forse intoccabili queste terre?»

Una recente protesta del Movimento
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Il “Movimento 14 luglio” che, a Nicotera, si batte per le problematiche legate all’approvvigionamento idrico e la qualità delle acque destinate all’uso umano e di quelle marine, torna alla carica riportando in primo piano i problemi chiamando in causa direttamente il presidente Oliverio.

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«L’acqua – scrive il Movimento – è tuttora vietata (e siamo a due anni e mezzo); continua a sgorgare marrone in molte case ed è contaminata da un pericoloso batterio inviato nella rete dagli impianti Sorical insieme al manganese, ormai divenuto “stanziale”. E quanto tempo ci vorrà ancora per lo spurgo della rete da parte della stessa Sorical? Si ricorda l’impegno assunto al suo cospetto dal direttore tecnico ingegner De Marco presente il commissario Incarnato? Perché i commissari – e per loro tramite i cittadini – non vengono informati sullo stato di avanzamento di tali lavori? L’ingegner Pallaria, dal giorno dopo che ci siamo visti con lei (1 febbraio scorso), chiede al Comune l’indicazione di un sito per la realizzazione di un pozzo e i signori commissari prefettizi temporeggiano, avanzando dubbi e timori sulla possibilità di realizzare l’opera su un terreno confiscato alla potente cosca locale perché, dicono, bisognerebbe creare una servitù di passaggio nei confinanti terreni di proprietà della stessa famiglia per poter arrivare al vicino serbatoio comunale».

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In base a questa grave denuncia, il comitato chiede: «sono intoccabili tali terreni? È normale tutto ciò? Aggiungiamo – scrivono ancora gli attivisti – che il tecnico comunale (indagato prima per la nota vicenda dell’elicottero, e più recentemente per i lavori del water front), in precedenza rimosso ed ora reintegrato nel suo posto di dirigente, non ha ottemperato alla delibera con la quale l’ex sindaco, quasi due anno orsono, gli aveva dato mandato di redigere il progetto del pozzo di cui sopra, dopo l’acquisizione del terreno in questione. E i Commissari sono al corrente di tutto ciò…».

Il comitato ricorda ancora ad Oliverio la questione dell’utilizzo dei «390.000 euro impegnati dalla Regione per le criticità della rete fognante che, a tutt’oggi, non si vedono». Poi il «complesso problema dell’inquinamento marino rispetto al quale nulla si muove dopo i solenni impegni presi fin dal luglio scorso. E, con l’estate ormai alle porte, niente task force per indagare sugli sversamenti che avvelenano le acque del Mesima, niente caratterizzazione dei nostri fondali marini, niente indagini per individuare possibili sversamenti attraverso condotte sottomarine abusive… Niente di niente di niente».

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Quindi la considerazione: «la gente qui è allo stremo e il Movimento 14 luglio è di nuovo in subbuglio. In forza dei suoi poteri le chiediamo di riprendere in mano la situazione. Ne va della residua credibilità delle istituzioni. I nicoteresi e le nicoteresi, come lei sa, hanno preso coscienza e non tollereranno oltre che si continui a calpestare il loro diritto alla salute e ad un ambiente vivibile. In un territorio che sopravvive, quasi esclusivamente, grazie al turismo di un paio di mesi e ad un po’ di attività peschereccia portata avanti tra mille difficoltà».

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