Rifiuti, conferimenti bloccati per 39 Comuni del Vibonese

Il provvedimento riguarda tutti gli enti che non hanno provveduto a versare gli oneri all’Ato di Catanzaro, che gestisce gli impianti su cui si poggia l’intera provincia di Vibo
Il provvedimento riguarda tutti gli enti che non hanno provveduto a versare gli oneri all’Ato di Catanzaro, che gestisce gli impianti su cui si poggia l’intera provincia di Vibo
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Ben 39 Comuni su 50 della provincia di Vibo Valentia non potranno conferire i rifiuti indifferenziati negli impianti del Catanzarese, gestiti da Ecologia oggi e Logica scarl. La mazzata interesserà tutti quegli enti che fanno parte dell’Ato Vibo Valentia e che, alla data del 19 marzo, non hanno provveduto al pagamento dei relativi oneri. La comunicazione perviene dall’Ato di Catanzaro ed è indirizzata ai due gestori oltre che all’Ato di Vibo e al prefetto.

In estrema sintesi, da lunedì 23 marzo sarà consentito il conferimento dei rifiuti ai soli Comuni di Acquaro, Fabrizia, Francica, Ionadi, Parghelia, Pizzo, Polia, San Calogero, Serra San Bruno, Stefanaconi e Vibo Valentia. Sono gli 11 risultati virtuosi nel pagamento degli oneri.

Rifiuti: l’Ato di Vibo in affanno, Invitalia chiamata in soccorso

Il 13 febbraio scorso l’assemblea dei sindaci aveva stabilito le modalità di organizzazione finanziaria per il pagamento degli oneri di gestione degli impianti per il trattamento/smaltimento dei rifiuti urbani, mentre il 21 febbraio l’Ato di Vibo era stata supportata circa gli adempimenti spettanti per dare corso ai pagamenti dei relativi oneri.

Alla luce dello stato di emergenza epidemiologica, l’Ato aveva adottato una certa flessibilità nel disporre le misure restrittive necessarie a salvaguardare l’efficienza del sistema per tutti quegli enti virtuosi sui quali, altrimenti, poteva gravare la spesa dell’intero sistema, ed a tal fine la scadenza era stata fissata inizialmente al 12 marzo e poi prorogata al 19 marzo. Ma a questa data, circa quattro quinti dei Comuni del Vibonese non hanno adempiuto al pagamento degli oneri, con la conseguenza che potrebbero trovarsi in condizione di non gestire una eventuale emergenza ambientale.

Tra l’altro, l’Ato Catanzaro precisa che il suo provvedimento non si configura come interruzione di pubblico servizio «atteso che, nell’attuale periodo transitorio, è possibile avvalersi della filiera dei soggetti privati che ad oggi supportano la rete impiantistica pubblica nel garantire il completo conferimento dei rifiuti rispetto al fabbisogno».

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