Rifiuti vibonesi a Lamezia, è “guerra” tra Ato Catanzaro e Regione

Nota al vetriolo del direttore dell’Ambito del capoluogo Gualtieri: «Non siamo in condizione di accogliere altre tonnellate, l’atto di Pallaria è privo dei più basilari fondamenti giuridici»
Nota al vetriolo del direttore dell’Ambito del capoluogo Gualtieri: «Non siamo in condizione di accogliere altre tonnellate, l’atto di Pallaria è privo dei più basilari fondamenti giuridici»
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Un mezzo all'ingresso della discarica di Alli

di Luana Costa

È durante il ponte della festa della Repubblica che si consuma lo strappo finale tra le due ex coinquiline: l’Ato Catanzaro e l’Ato Vibo Valentia. Quest’ultima finora “ospitata” all’interno del sistema gestionale dei rifiuti catanzaresi poiché sprovvista di un proprio impianto di trattamento e di una discarica a servizio dell’ecodistretto. L’immondizia prodotta dalla provincia vibonese ha trovato sbocco fino a qualche giorno fa nel sito catanzarese di località Alli, qui venivano infatti trattati i rifiuti per essere poi trasportati in discarica. Un sistema esploso dopo il diniego opposto qualche giorno fa dalla Regione a continuare a conferire gli scarti alla discarica privata di Crotone. Il deflagrare dell’emergenza nella città di Vibo ha però prodotto una nota, firmata dal direttore generale Domenico Pallaria e indirizzata agli uffici dell’Ato Catanzaro. La comunicazione, dai toni perentori, ordina alla società Logica, attuale gestore dell’impianto di Lamezia Terme, di accettare i rifiuti provenienti dalla città di Vibo. Una disposizione accolta con scarso favore dal direttore dell’Ato Catanzaro, Bruno Gualtieri, che per tutta risposta ha chiesto alla Cittadella di «togliere il vincolo imposto alla società Sovreco consentendole di ricevere gli scarti dell’impianto di Alli. In alternativa – spiega Gualtieri – i rifiuti dell’Ato Vibo non saranno trattati fino all’eliminazione della criticità».

Rifiuti, conferimenti a rilento: ora Vibo rischia il collasso – Video

E, in effetti, secondo quanto riportato nella nota al vetriolo recapitata questa mattina alla Cittadella, l’impianto catanzarese «ha in essere con la società Sovreco un contratto di conferimento», stoppato però dalla Regione che ha disposto in sostituzione il trasporto degli scarti verso la discarica di Celico «laddove oltre alla maggiore distanza sono ben note le difficoltà di ingresso dei camion». E qui arriva la stoccata: la Regione «si sarebbe addirittura preoccupata di suggerire alla società Ecologia Oggi (gestore dell’impianto di Alli, ndr) il ricorso, mediante la prassi della somma urgenza – che consente di procedere senza alcuna verifica, neanche la certificazione antimafia – al subappalto di mezzi idonei a percorrere la tortuosa strada di collegamento con la discarica di Celico».

Roventi i toni della missiva: «Non può non colpire l’apparente benevolenza nei confronti dell’Ato Vibo – accusa Gualtieri – che ha portato la Regione a disporre con provvedimento, privo dei più basilari fondamenti giuridici, il conferimento presso l’impianto di Lamezia Terme incurante dell’equilibrio precario in cui versa, lasciato dopo circa 20 anni della gestione dall’ex Daneco e, con la complicità della stessa Regione, gestito in modo indecoroso. Si ricorda che nel momento in cui l’Ato Catanzaro ha fatto ingresso con il nuovo gestore nei capannoni dell’impianto erano accantonati circa 6mila tonnellate di rifiuti dei quali ancora giacenti 1.700. Non risulta l’esistenza di alcuna disposizione di legge che consenta alla Regione di invadere la competenza attribuita dalla normativa vigente agli Ato, quindi, la conclusione è univoca e non potrebbe essere altrimenti: l’ingerenza perpetrata dalla Regione è contra legem».