Emergenza rifiuti a Vibo, strade e spiagge sporche: benvenuta estate

A risentirne particolarmente le frazioni marine, dove i cittadini lamentano l’assenza di spazzamento e l’abbandono diffuso di spazzatura
A risentirne particolarmente le frazioni marine, dove i cittadini lamentano l’assenza di spazzamento e l’abbandono diffuso di spazzatura
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L’emergenza rifiuti c’è ed è innegabile, le cause sono note e non direttamente imputabili alle singole amministrazioni comunali (non del tutto, perlomeno). Ma a Vibo Valentia tutta questa situazione rischia di diventare un alibi buono per coprire altre mancanze. E di mancanze, in termini di pulizia di strade, piazze, spiagge, Vibo non se ne può permettere. Non potrebbe tutto l’anno, figurarsi ora che la stagione estiva sta entrando nel vivo. Nella giornata di ieri si sono susseguite le segnalazioni di situazioni particolarmente gravi. A Vibo Marina, ad esempio, faceva bella mostra un accumulo di materiale legnoso, plastica ed altra sporcizia, probabilmente accantonato dalle precedenti pulizie effettuate dal Comune ma evidentemente non rimosso. A Bivona la piazzetta, dopo la pulizia di due settimane fa, è tornata ad essere ricettacolo di spazzatura, tra lattine, bottiglie di plastica e cartacce. Mentre per centinaia di metri sulle spiagge non si vedono cestini, con alcuni tratti lasciati completamente scoperti dalla pulizia, come la parte finale di via del Pescatore.

Sul fronte della raccolta dei rifiuti, nei giorni scorsi la Regione ha autorizzato l’Ato Vibo Valentia, a cominciare dal Comune capoluogo, a scaricare circa 300 tonnellate al giorno in discarica. Questo dovrebbe permettere ai territori di cominciare a svuotarsi dell’accumulo arretrato. A Vibo tutto avviene mentre la nuova ditta, la Ecocar, è ormai entrata a regime. Ma come detto, se la questione differenziata si sta affrontando in qualche modo, con tutti i limiti del caso, altra cosa è la pulizia della città. Lo spazzamento non si vede, non quanto dovrebbe almeno. E i cittadini continuano a lamentare la scarsa pulizia di un territorio che rischia, ancora una volta, di finire preda dei soliti zozzoni.

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