Bentornati sulla “spiaggia dei lordazzi”, l’arenile è di nuovo una discarica

L’esempio di una coppia che pulisce e dà uno schiaffo morale alla maleducazione di ragazzi e comitive. Ancora vetri e lattine abbandonati a pochi metri dai cestini vuoti. Serve una pulizia straordinaria ma servono soprattutto controlli e multe salate a chi sporca
L’esempio di una coppia che pulisce e dà uno schiaffo morale alla maleducazione di ragazzi e comitive. Ancora vetri e lattine abbandonati a pochi metri dai cestini vuoti. Serve una pulizia straordinaria ma servono soprattutto controlli e multe salate a chi sporca
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Uno sganassone educativo alle nuove generazioni, l’ennesimo. Anche se – a conti fatti – gli sganassoni morali finora si sono mostrati inefficaci. Ci vorrebbe la forza pubblica, ci vorrebbero controlli e multe salate. In questo, però, il comune cittadino non può sostituirsi alle istituzioni. Tant’è. Mentre la polemica sul futuro della spiaggia di via Vespucci, tra l’imprenditore turistico Franco Cascasi e l’amministrazione comunale, è ancora calda, mentre con ritardo e pagando un costo salato s’è provveduto a ripristinare muretti e asfalto dai danni delle mareggiate e dei vandali, sono Domenico e Rossana a reinventarsi operatori ecologici.

Sì, perché se vuoi una spiaggia pulita, devi ricorrere al “fai da te”. Nella speranza che il buon esempio, sia, appunto, uno sganassone ai lordazzi, che il più delle volte sono i ragazzi delle comitive che affollano quotidianamente l’arenile e che, una volta andati via, lasciano un’autentica porcilaia. «Ci chiediamo – dice la coppia che ha appena piantato l’ombrellone e s’è messa a raccogliere i rifiuti – perché, coi cestini sistemati lì, non provvedano a buttare i rifiuti. Tanta fatica costa?». C’è una distesa di lattine di thè e cannucce e ad un metro il cestino semivuoto. Però, avverte la coppia, «non sono solo i ragazzi. I ragazzi fanno uno schifo, ma i grandi… Qui abbiamo trovato anche dei pannolini. Ci pensate? I pannolini! Ma che gente è?».

C’è di tutto in spiaggia: bottiglie vuote, bicchieri, «altro che plastic-free…». E ci sono gli immancabili vetri di birra. Tanti, proprio tanti. Il pomeriggio, su questa spiaggia c’è un chiosco ambulante che vende crepes e gelati. Vende anche alcolici? Se ha regolare licenza nulla di illegale. Anche ai minorenni? Speriamo di no. Certo è che in tanti non rinunciano ad una bella birra fresca sotto il sole, ma è troppo faticoso riporre i rifiuti nel cestino. Tanto, troppo faticoso… ci sono perfino due bottiglie di Ferrari, delle quali una quasi piena: «Perché i soldi ce li hanno, ma non hanno educazione…».

Il risultato è una spiaggia discarica, adesso assaltata anche dai piccioni, i topi dell’aria, che si sono sostituiti ai gabbiani e che banchettano tra gli ombrelloni. Questa coppia, seguita a ruota da altri avventori del buon mattino, pulisce, ma è consapevole che domani troverà di nuovo un disastro.

Gli addetti alla Ecocar? Nei giorni scorsi hanno effettuato un’impeccabile pulizia straordinaria lungo la strada. E provvedono quotidianamente a svuotare i cestini e ripulire selciato e marciapiede. La spiaggia necessita di un programma di pulizia periodico e costante del quale il Comune e l’azienda devono farsi carico, anche con l’utilizzo di mezzi speciali. Ma servono i controlli. Senza un monitoraggio di quello che avviene, soprattutto a ridosso del tramonto, e multe salate, il bellissimo arenile di Vibo Marina, conteso da turisti e petrolieri, e assaltata dagli sporcaccioni, rimarrà ciò che non vuole essere: la spiaggia dei lordazzi.