Vena Inferiore, dietrofront del Comune: “Acqua non conforme, scatta il divieto”

Dopo la denuncia dei cittadini e le rassicurazioni del sindaco nuove analisi certificano la non potabilità dell’acqua e viene emanata un’ordinanza contingibile e urgente
Dopo la denuncia dei cittadini e le rassicurazioni del sindaco nuove analisi certificano la non potabilità dell’acqua e viene emanata un’ordinanza contingibile e urgente
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Un anziano mostra un vecchio campione dell’acqua di Vena

Scatta l’ordinanza di non potabilità dell’acqua nella frazione Vena Inferiore di Vibo Valentia. Dopo le veementi proteste dei residenti, documentate da un nostro servizio, e dopo la risposta del sindaco che, esibendo un rapporto di prova riferito ad un prelievo presso una fontanella pubblica aveva addirittura parlato di “idoneità al consumo umano”, il Comune si vede costretto a fare marcia indietro e ad ammettere che l’acqua che arriva nelle case non è affatto idonea, tanto da vietarne l’utilizzo.

L’atto arriva sulla base del risultato fornito dalle analisi effettuate dall’Asp di Vibo e dal dipartimento provinciale Arpacal che certificano, senza ombra di dubbio, la «non conformità» del liquido.  Da qui «l’ordinanza sindacale contingibile e urgente con divieto di  utilizzo dell’acqua per usi potabili, consentendo l’uso esclusivamente per le sole pulizie della casa e per il funzionamento degli impianti sanitari».

Proprio ieri, spiegano da Palazzo Luigi Razza, «non è mancato il sopralluogo eseguito nella frazione dai tecnici dell’amministrazione comunale, dal comandante della Polizia Municipale e dal segretario comunale Domenico Libero Scuglia. Nella circostanza, grazie all’ausilio dei dipendenti comunali Di Gesù e La Bella, sono state eseguite una serie di verifiche sull’intera rete idrica comunale che hanno consentito di circoscrivere il problema alla parte bassa del paese. Al sopralluogo ha inteso presenziare il sindaco Maria Limardo, che ha incontrato un nutrito gruppo di cittadini. Difatti, nonostante i risultati delle analisi relativi ai prelievi eseguiti presso le fontane pubbliche avessero dato un giudizio di conformità, a tutela dell’igiene e della salute pubblica  ha disposto, in maniera irrituale e con il consenso degli interessati, il controllo all’interno di alcune abitazioni interessate dal problema.

Intanto – conclude la nota -, sono stati disposti e  avviati i lavori per la risoluzione del problema e per assicurare l’erogazione dell’acqua potabile alle abitazioni interessate».