Degrado e rifiuti a Ricadi, il Cogetur presenta un esposto in Procura – Video

Rappresentata la «gravissima situazione igienico-sanitaria in relazione alla mancata raccolta della spazzatura». Interessate anche Prefettura, Regione e Provincia
Rappresentata la «gravissima situazione igienico-sanitaria in relazione alla mancata raccolta della spazzatura». Interessate anche Prefettura, Regione e Provincia
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Arriva la prima denuncia, a Ricadi, per «la gravissima situazione igienico-sanitaria in cui versa il territorio comunale, con pesantissime ripercussioni non solo sulla salute dei cittadini ma anche sull’economia generale e turistica in particolare, determinata dalla continuata, reiterata, non più sopportabile mancata raccolta, gestione e trattamento dei rifiuti solidi urbani».

A presentarla alla Procura della Repubblica di Vibo, informando anche il prefetto e il commissario alla guida del Comune, il presidente della Regione, l’assessore regionale all’Ambiente e il presidente della Provincia di Vibo è il Cogetur, Consorzio turistico guidato da Antonio Loiacono. [Continua]

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«Lo spettacolo indecoroso e insalubre – rappresenta quest’ultimo – che si offre quotidianamente al cittadino e al turista, con l’evidenza, ad ogni angolo, di cumuli maleodoranti di spazzatura e rifiuti di ogni tipologia (reso ancor più drammatico dal caldo della stagione estiva ormai in corso), segna il punto più basso di inciviltà che la comunità ricadese è costretta a subire a cagione di pervicace malgoverno ed incuria della cosa e della salute pubblica».

Loiacono si rivolge quindi al presidente della Provincia Solano invitandolo a percorrere «unitamente a tutti gli albergatori del Comprensorio» le strade di Capo Vaticano per «captare gli odori emanati dai cumuli di “monnezza” lasciati ai margini delle strade per constatare inoltre buche e spine infestanti che ingombrano la sede stradale».

A nulla, aggiunge il presidente Cogetur, «sono valse le proteste dei singoli cittadini, ma anche quelle più accorate di noi operatori turistici (con due Pec il 10 e il 30 maggio), colpiti sotto il duplice profilo di cittadinanza attiva e di imprenditoria turistico-alberghiera, stretti nella morsa di una costante e reiterata inefficienza della cosa pubblica che riverbera tutti i suoi drammatici effetti, sia in termini di salute pubblica che di economia locale, sulla comunità ricadese, ormai stremata da una lotta impari con pubblici poteri distanti, disattenti, sordi alle sacrosante lamentele dei cittadini, colposamente responsabili di tale degrado».

Quindi Loiacono aggiunge: «In un periodo così delicato e già compromesso per la salute pubblica, a cagione della pandemia, ancora in atto, da Covid-19, ci permettiamo di segnalare la gravità, dal punto di vista sanitario ed anche economico e sociale, di tale intollerabile scempio igienico-sanitario determinato dal completo, totale disservizio relativo alla mancata reiterata raccolta e gestione dei rifiuti solidi urbani. Noi cittadini ed imprenditori ricadesi riteniamo che tale degrado non sia più tollerabile e pretendiamo, per il rispetto che bisogna avere per la salute nostra e dei nostri concittadini e per la salvaguardia della nostra economia, che ciascuno sia chiamato a fare la propria parte ed a svolgere i propri doveri, compiutamente e competentemente, nell’interesse esclusivo della collettività».

Infine la richiesta alle autorità in indirizzo di «intervenire presto e bene, convogliando tutte le energie e le competenze per la realizzazione del bene comune ed all’autorità giudiziaria competente chiediamo di verificare la sussistenza di eventuali profili di responsabilità penale, a chiunque e a qualunque titolo ascrivibili da parte della stessa, anche in termini omissivi per ragioni di igiene e sanità e/o interruttivi di pubblici ed essenziali servizi, ovvero altrimenti qualificabili da parte dell’autorità giudiziaria procedente, chiedendo di essere avvisati in caso di archiviazione e/o di proroga delle indagini, con riserva di costituzione di parte civile, in proprio e quale associazione di categoria, negli eventuali processi penali».   

Dal canto suo Loiacono aggiunge: «Sono indignato, gli amministratori non ci ascoltano in questo periodo di estrema difficoltà economica, con costi di gestione raddoppiati e clientela ridotta al 50 per cento. Una parola amica da parte degli amministratori locali sarebbe stata almeno tonificante, soprattutto a livello psicologico, per dare alla classe imprenditoriale turistica una spinta a tenere in vita le proprie strutture. Capo Vaticano merita più attenzione: qui il turismo è il volano dell’economia con oltre 150 alberghi 3-4 stelle oltre a B&b, pensioni, affittacamere e campeggi. Questo comune, poi, viene fuori da una situazione problematica: tre consiliature finite senza concludere il mandato e gli stessi attori già pronti a creare gruppi per la gestione del territorio. Basta, statevene a casa. Avete dimostrato incapacità gestionale, lasciate spazio ai giovani e a figure nuove e volenterose per il bene dei nostri figli».