Il “day after” della notte di San Lorenzo: «Spiagge come discariche»

Cocci di bottiglia, tavole con chiodi, carboni ancora ardenti: è lo scenario post-apocalittico che un bagnate ha trovato a Bivona l’11 agosto. «Ma i falò - si chiede - non erano vietati?»
Cocci di bottiglia, tavole con chiodi, carboni ancora ardenti: è lo scenario post-apocalittico che un bagnate ha trovato a Bivona l’11 agosto. «Ma i falò - si chiede - non erano vietati?»
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«La presente per segnalare che nella notte del 10 agosto, in seguito ai numerosissimi falò fatti sulla spiaggia, noi bagnati abbiamo trovato sporcizia di ogni genere. Il fatto più preoccupante è che molta dell’immondizia abbandonata era pericolosissima, così come testimoniato dalle foto allegate. Chiodi dei pallet di legno, cocci di bottiglia, carboni ancora ardenti, il tutto coperto dalla sabbia. Inutile sottolineare i rischi per la salute pubblica, queste spiagge infatti sono frequentatissime da famiglie e dai loro bambini. Con alcuni genitori abbiamo ripulito alcune aree interessate dai falò ma molte sono rimaste lì, come bombe inesplose seppellite dalla sabbia e pronte a lacerare un piede o un polso».

È quanto viene segnalato da un bagnante che, la mattina dell’11 agosto, si è recato in spiaggia alla Marinella di Bivona riscontrando, davanti ai propri occhi, uno scenario tutt’altro che invitante e segnalando la circostanza alle autorità competenti, non mancando d’informare il Wwf Vibo Valentia e la stampa.

«Ieri mattina – prosegue il suo racconto – c’era un’impresa che puliva la parte superiore della spiaggia per un torneo di calcetto e beach-volley. Ho chiesto la gentilezza di pulire anche sotto ma mi hanno risposto che non era loro competenza. Ora, io non so di chi sia competenza, so però che i falò sarebbero vietati, che ho buttato via due sacchi di rifiuti molto pericolosi e che sotto la sabbia ce ne sono ancora. Prima che qualcuno si faccia seriamente male vi prego di prendere provvedimenti. Grazie, buon lavoro».