domenica,Luglio 25 2021

Ferragosto in pineta, siamo alle solite: quella di Pizzo ora è una discarica – Video

Località Colamaio puntualmente sfregiata dai resti delle scampagnate. Amareggiato il commissario Antonio Reppucci: «Siamo ostaggio della barbarie degli incivili ma anche Regione e Ato hanno le loro colpe»

Ferragosto in pineta, siamo alle solite: quella di Pizzo ora è una discarica – Video

Un’area vasta, tra pini secolari e caratteristici sentieri. La pineta di Pizzo in località Colamaio è la meta prediletta per le scampagnate. Ogni anno a Ferragosto viene presa d’assalto dai villeggianti. Ciò che lasciano è desolante. E ciò che lasciano non viene ripulito, per giorni, settimane. A volte mesi.

Quando va bene l’immondizia viene raccolta e abbandonata nei sacchetti. Ma l’inciviltà non conosce limiti, né vergogna. Ed ecco che ai piedi di uno dei tanti alberi qualcuno, dopo aver bivaccato, ha lasciato a piatti, bicchieri e bottiglie vuote. «È una questione di inciviltà e di barbarie», commenta il commissario straordinario che guida il Comune di Pizzo Antonio Reppucci. Lo stesso ammette come il Municipio non riesca ad assicurare una raccolta puntuale. Eppure, ogni qualvolta la zona viene bonificata, neppure 24 ore dopo i soliti incivili tornano a depositare il pattume.

Ma non sono solo i cittadini i principali responsabili: «Il piano regionale dei rifiuti faacqua da tutte le parti – ammette il prefetto, che sottolinea l’impossibilità di conferire in discarica -. I nostri mezzi più volte non possono scaricare in discarica e sono costretti a tornare indietro con i mezzi pieni di pattume. Questo succede perché Vibo è l’unica provincia a non avere un proprio impianto e dunque siamo costretti ad elemosinare il conferimento. La discarica di Catanzaro che accoglie i rifiuti  del Vibonese, spesso chiude i cancelli perché satura».  

Il commissario straordinario punta il dito contro Regione Calabria e Ato: «Bisogna realizzare un impianto di stoccaggio dei rifiuti nel vibonese. Non possiamo continuare a dipendere dagli altri». Antonio Reppucci prova dunque a rompere con un passato di ritardi e negligenze, ma i corto circuiti del sistema di gestione dei rifiuti in Calabria finiscono col tenere in ostaggio anche i suoi buoni propositi: «Questa situazione di stallo e di incertezza in cui viviamo mi provoca un senso di frustrazione – ammette -. Vorrei solo sapere dove  portare i rifiuti di Pizzo, senza vivere nell’incertezza quotidiana di un cancello che potrebbe essere chiuso. Chiedo troppo?»

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