lunedì,Giugno 14 2021

Sfruttamento delle risorse idriche, il Comune di Capistrano diffida Sorical

Il sindaco Martino: «Il nostro territorio rifornisce molti comuni ma non ha mai ricevuto benefici. Metteremo fine a questo scempio che dura da decenni»

Sfruttamento delle risorse idriche, il Comune di Capistrano diffida Sorical

«Se c’è una cosa che non ho ancora capito nella mia attività amministrativa da sindaco è come sia possibile che il comune di Capistrano, noto per le sue sorgenti oligominerali, fornisca l’acqua a tantissimi comuni viciniori attraverso il ripartitore “Pizzo ed uniti”, per conto di Sorical, senza ricevere nulla in cambio». Lo afferma in una nota Marco Martino, sindaco di Capistrano, annunciando di aver intrapreso una vera e propria battaglia per veder riconosciuti i diritti del proprio Comune in materia di sfruttamento delle risorse naturali. In questo caso dell’acqua.

La Sorical, spiega Martino, «si paga dai Comuni profumatamente, attraverso una ricchezza sì demaniale ma pur sempre proveniente dal nostro territorio. La barzelletta è che il nostro Comune, magnanimo, non ha mai ottenuto alcun beneficio concreto, anzi paga addirittura a Sorical il proprio consumo idrico nonostante sia proveniente dal nostro stesso territorio, dal nostro sottosuolo. Un’apoteosi – dice Martino – che si concretizza ormai in una netta decisione di metter fine a questo scempio durato decenni. Con oggi abbiamo aperto un importante contenzioso che ci vedrà protagonisti di una battaglia di diritto. Una battaglia che se non porterà agli opportuni benefici per il nostro Comune, sarà discussa nelle opportune sedi».

Martino spiega: «Abbiamo chiesto loro (a Sorical, ndr) un risarcimento notevole per quanto cagionato, tenuto presente che Sorical non ha mai manutenuto la nostra rete idrica, né mai si è interessata di offrire migliore alle arterie montane che portano alle sorgenti gestite da Sorical. Abbiamo ricordato che quanto riferito è apparso tangibile in particolar modo durante l’alluvione 2018 che ha devastato l’area montana. Nonostante ciò non abbiamo mai ricevuto alcun aiuto economico per il ripristino dei luoghi dove sono collocate le sorgenti. Si è dovuta interessare infatti l’Amministrazione comunale per il reperimento delle risorse finanziare necessarie a mettere in sicurezza metà percorso devastato dall’alluvione. È ora di dire basta – tuona infine Martino -. Daremo battaglia per abbattere i costi dei cittadini e per vincere questa sfida di dignità».

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