Emergenze ambientali nel Vibonese, l’appello di Libera e del comitato di Porto Salvo

Chiesta maggiore attenzione da parte di tutte le istituzioni e della politica affinchè ci si adoperi presto ad eliminare tutte le “bombe” ecologiche presenti sul territorio
Chiesta maggiore attenzione da parte di tutte le istituzioni e della politica affinchè ci si adoperi presto ad eliminare tutte le “bombe” ecologiche presenti sul territorio
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Parte dei rifiuti pericolosi stoccati nel capannone dismesso di Porto Salvo

In questi giorni c’è stato un proficuo confronto tra una rappresentanza della comunità di Porto Salvo ed i rappresentanti del Comune di Vibo Valentia. Oggetto della questione è stata la discarica abusiva sita nel terreno dell’ex stabilimento della Compagnia Generale Resine sud che, secondo i dati forniti dall’Arpacal, registra livelli di radioattività tra i più alti mai scoperti in Italia. Dato, questo, sottolineato anche dal procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, Camillo Falvo. Apprezziamo la disponibilità  da parte dell’amministrazione comunale – spiegano in un comunicato il coordinamento di Libera Vibo Valentia e il costituendo comitato Porto Salvo – ma siamo allo stesso tempo consapevoli che, ai sensi degli artt.239 e seguenti del d.lgs. 152/2006 (T.U.A.), l’iter da porre in essere è ancora nelle sue fasi iniziali.  Infatti, viste le evidenze dei dati forniti dall’Arpacal, relative ad elevati livelli di radioattività, si renderebbe indispensabile procedere al cd. “piano di caratterizzazione”, necessario per l’adeguata messa in sicurezza e l’eventuale bonifica. Una preoccupazione anche sulla pericolosità della contaminazione presente nel sottosuolo, per la quale dovrebbe essere messa in atto apposite misure preventive al fine di limitare, ovvero eliminare, il pericolo di inquinamento delle falde acquifere. [Continua dopo la pubblicità]

Non si vogliono alimentare allarmismi, ma crediamo sia necessario intervenire ulteriormente affinché si possano porre in essere, nel più breve tempo possibile, tutte le azioni previste dalla legge ad opera degli enti preposti.Per tale ragione, il nostro è un appello rivolto a tutte le istituzioni che, ai sensi di quanto prevede la legislazione in materia, nazionale ma anche comunitaria, hanno specifici compiti di tutela ambientale da cui in alcun modo è possibile sottrarsi. Porto Salvo, purtroppo, è l’ultima bomba ambientale ed ecologica scoperta in ordine di tempo nella nostra provincia, ma non è l’unica. Vogliamo che l’attenzione e la risoluzione del problema abbia effetto di precedente per poter porre sotto i riflettori gli altri siti contaminati presenti nel nostro territorio, tra tutti l’ex Fornace La Tranquilla ubicata a San Calogero e la nota situazione delle Serre vibonesi. Da queste situazioni emergenziali deriva da parte di tutti i cittadini una rivendicazione del diritto alla salute, bene costituzionalmente garantito che non può trovare affermazione sostanziale se non vi è una netta evidenza della situazione di pericolosità risultante da indagini specifiche, come l’istituzione del “registro tumori” nella provincia di Vibo Valentia.

Nella consapevolezza che la gestione illecita dei rifiuti è diventata uno degli interessi prevalenti delle organizzazioni criminali, ed in particolare della ‘ndrangheta, con danni spesso irreversibili per l’ambiente e la salute dei cittadini, crediamo sia fondamentale che la questione ambientale non sia mera retorica e neppure palla di rimbalzo tra competenze diverse, ma diventi tema nevralgico dell’agenda politica ad ogni livello, con unità di intenti e concreta collaborazione. Un invito, inoltre, alla popolazione tutta e non esclusivamente quella ivi residente, perché i problemi ambientali riguardano tutti e non ci sono chilometri di distanza che possano legittimare un disinteresse. Infatti, il processo di cura dei beni pubblici e dell’ambiente richiede la responsabilità collettiva di tutta la comunità. La nostra – concludono il coordinamento di Libera di Vibo Valentia e il costituendo comitato Porto Salvo – è una domanda corale da parte di una società monitorante e attenta che conosce i propri diritti e li rivendica, chiedendo un’assunzione di maggiore responsabilità ed impegno alla politica”.

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