Tenimm’ ‘o mare…

La provincia dei poveri nelle mani dei ricchi. E degli ‘ndranghetisti. Provate ad immaginare il vostro paese. Da Nardodipace, passando per Filogaso, Francavilla, Briatico e Spilinga. La maggior parte dei cittadini vive davvero male, a favore di pochi eletti.

La provincia dei poveri nelle mani dei ricchi. E degli ‘ndranghetisti. Provate ad immaginare il vostro paese. Da Nardodipace, passando per Filogaso, Francavilla, Briatico e Spilinga. La maggior parte dei cittadini vive davvero male, a favore di pochi eletti.

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Lo scrittore Gioacchino Criaco dice che Reggio Calabria e Vibo Valentia sono ultime perché penalizzate dai parametri. Lui, ad esempio, utilizza la logica del “panorama visto dal balcone di casa”. Cioè, in questi giorni era a Milano e si è svegliato con la nebbia, mentre pochi giorni fa era Reggio e si è svegliato con lo Stretto. E non scherza, perché queste cose le ha commentate all’Agi subito dopo la classifica del Sole 24 Ore. Qualcuno, per favore, dica a Criaco da Africo, paese interessato da sotterramenti di rifiuti tossici, che il suo punto di vista, per quanto condivisibile, stona con la vera verità vissuta sulla pelle dei calabresi normali. Lui è troppo privilegiato per esprimere giudizi di merito.

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C’è poi qualcun altro che, scomodando famosi filosofi, dice che se la Calabria è messa così male è (forse) colpa della gente che la popola. Tipo che se Totò Riina è mafioso è colpa di quella bastarda di madre natura che lo ha messo al mondo.

Ora, considerando che questa non è una gara a chi ha più ragione o a chi ce l’ha più intellettualmente duro, l’unica cosa che dovrebbe mettere d’accordo tutti è la realtà oggettiva. Io non so da chi o da cosa siano circondati alcuni personaggi calabresi, ma di certo far finta di non vedere il degrado sotto il proprio naso o, peggio ancora, vederlo e dire di meritarlo è un atto di grave irresponsabilità. Mettiamo da parte i parametri dei giornaloni nazionali, concentrandoci solo a riflettere sulla vivibilità dei nostri paesi.

Uno a caso su 50, quello che volete voi o quello in cui abitate.

Come state messi a trasporti? Se voi doveste andare a Catanzaro a sbrigare una serie di carte alla Regione o fare una visita al “Pugliese” e non aveste la possibilità di andare in macchina pensate sia facile e naturale arrivare nel capoluogo?

Come state messi a sanità? Se, purtroppo, vi capita la sventura di stare male e necessitereste di cure specifiche, sareste davvero sicuri di trovare tutte le garanzie possibili qui allo “Jazzolino” di Vibo?

Come state messi a lavoro? Se, malauguratamente, doveste perdere il lavoro e voi, qui a Vibo, non aveste santi in paradiso, con 2 figli e una moglie a carico, che fareste?

Come state messi ad ambiente? Le vostre strade, i vostri quartieri, tutto ciò che vi circonda è bello, pulito e profumato?

Come state messi a viabilità interna? Bene, assodato che i mezzi di trasporto pubblico non esistono. Da, per esempio, Nardodipace dovete andare con macchina propria a Vibo Valentia per richiedere una documentazione all’Inps. Come sarà il vostro percorso viario? Soddisfacente e senza insidie?

Come state messi a tempo libero? Oggi è domenica, dopo una settimana di lavoro avete un po’ di ore da trascorrere con la famiglia, ma non volete uscire fuori dal paese, né tantomeno raggiungere il primo centro commerciale. Dove andreste, abitando a San Gregorio d’Ippona, per stare in tranquillità con mogli e figli?

Come state messi a ordine pubblico? A questa domanda meglio non rispondere. Glissiamo.

I parametri per classificare la qualità della vita sono, ahinoi, questi. Certo, il panorama e il mare bello di agosto pure. Infatti la Calabria è in classifica solo perché può permettersi certi lussi non ancora del tutto devastati dall’uomo. Altrimenti non sarebbe neanche ammessa. I parametri per dire se si vive bene in un paese sono innanzitutto i servizi che ogni cittadino di questo paese deve avere o comunque è in grado potenzialmente di usufruirne. E qui ci sono?

Chi se la prende poi con la gente, chi pensa – con la solita moralina borghese – di incolpare e indicare il vecchietto col bastone, il giovane disoccupato, la madre disperata, il padre inguaiato come causa del proprio male perché ha smesso di lottare o non ha mai lottato, ha votato per speranza e/o convinzione e/o amicizia tizio e caio che adesso si sta beatamente facendo i fatti suoi dimenticandosi del territorio, beh, colui il quale ha il coraggio di dire questo è davvero fuori contesto, fuori dalla realtà quotidiana della provincia di Vibo Valentia.

Perché quelli intelligenti vivono bene, anzi vivono meglio nel degrado degli altri e nello sfarzo della propria bella macchina, della casa al mare e della barchetta al pontile. E Vibo Valentia è piena di personaggi simili, Suv compresi.