Lettera semiseria di un elettore del Pd che a Vibo non sa dove sia la sinistra

Ecco cosa accadrebbe a un “forestiero” che non conosce i protagonisti della politica locale e non sa orientarsi tra sovranisti e democrat che corrono insieme in vista delle elezioni comunali

Ecco cosa accadrebbe a un “forestiero” che non conosce i protagonisti della politica locale e non sa orientarsi tra sovranisti e democrat che corrono insieme in vista delle elezioni comunali

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Caro direttore, per motivi di lavoro mi sono da poco trasferito nella splendida città di Vibo Valentia. Oddio, forse “splendida” è un tantino esagerato. Non che non sia bella, anzi è bellissima, con quell’imponente castello che domina il centro storico e quel panorama sul mare che spazia sul Golfo di Sant’Eufemia. Da quando sono qui avrò scattato un milione di fotografie, quasi tutte al tramonto, con Stromboli all’orizzonte che si staglia in mezzo al Tirreno. Però, quando distolgo gli occhi dalla grandezza di quello spettacolo e mi guardo intorno, mi rendo conto che le cose da queste parti non vanno molto bene. Non ci sono cinema, non ci sono teatri (mi dicono che uno è in costruzione da anni ma non si sa se mai verrà inaugurato), i negozi sono pochissimi, la vita notturna quasi inesistente e gli appuntamenti culturali di spessore sono molto rari. L’unica cosa che non manca, almeno a Vibo, sono le banche. Ce ne sono a iosa, chissà perché

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A tutte queste cose si potrebbe anche rinunciare a cuor leggero, se almeno i servizi pubblici per i cittadini fossero efficienti, invece è proprio questa la vera nota dolente. Non le dico, caro direttore, quante buche ci sono sulle strade, dissestate come dopo un bombardamento: un paradiso per i gommisti, che infatti sono tanti e molto attivi. E la spazzatura, poi. Ovunque ci sono micro discariche e sacchetti abbandonati. Le strade sono sporche e cenciose, le spiagge sono una pattumiera, i pochi spazi verdi sono desolati e dominati dal sinistro cigolio di altalene sbilenche. L’acqua che esce dal rubinetto della mia nuova casa, quando c’è, non mi dà nessun affidamento, l’ospedale cittadino sembra saltato fuori da un film degli anni ’70 e i trasporti pubblici praticamente non esistono

Ok, mi sono detto, ora arrivano le elezioni comunali e farò la mia parte andando a votare, certo che scegliendo bene chi eleggere si possa dare un efficace contributo al cambiamento. Lo so, sono un inguaribile ottimista… C’è però un grosso problema, caro direttore. Essendo nuovo di queste parti, contavo di affidarmi ai simboli di partito, ma non riesco a capire chi sta a destra e chi sta a sinistra. Prendiamo il Pd, ad esempio. Leggo sui giornali che il Partito democratico vibonese si è alleato con i Sovranisti e la cosa mi disorienta. Ma i sovranisti non sono quelli più a destra che vorrebbero la fine dell’Europa e il ritorno della Lira? E che c’entra con loro il Pd che nel nuovo simbolo ha addirittura messo la dicitura “Siamo Europei”? Grazie ad internet, poi, mi pare di capire che tra i sovranisti vibonesi ci siano molti ex esponenti della destra sociale, quella del vecchio Msi, come un certo Bevilacqua Francesco. A dominare il Pd locale, invece, c’è un certo Censore Brunello, che – mi dice Wikipedia – non è neppure di Vibo ma di Serra San Bruno, e ha iniziato la sua carriera politica nel Pci. Il candidato a sindaco di questo ossimoro politico è un certo Luciano Stefano, che prima stava con l’ex sindaco Costa Elio (centrodestra), per poi sfiduciarlo dopo un interminabile tira e molla durante il quale – leggo in giro – l’amministrazione ha agonizzato a lungo prima di cadere. Quindi, forse, oggi è abbastanza a sinistra per stare con il Pd, anche se il suo principale sponsor è un certo Bulzomì Salvatore, che – leggo sempre online – dei sovranisti vibonesi è proprio il coordinatore provinciale. Ora, un certo Graziano Stefano, commissario regionale del Partito democratico (mi dicono che in Calabria capita spesso che il Pd venga commissariato), ha detto “Ni” alla strana alleanza, parlando di “perimetri della coalizione” da definire bene per tenere fuori la destra e cose di questo tipo. Insomma, Luciano va bene, ma senza sovranisti in lista. Mi sembra un modo davvero strano per scegliere il candidato a sindaco di quello che dovrebbe essere il principale partito di sinistra. L’impressione che ho – correggimi se sbaglio, caro direttore – è che da queste parti, più che altrove, la visione della città che si vorrebbe realizzare, gli ideali, i principi, contino davvero poco. L’unica cosa che sembra importare sono i nomi e la presunta forza elettorale che si portano appresso. Ma io non conosco nessuno di questi signori e non so se mi posso fidare. Di programmi, d’altronde, non ne ho ancora visti, di idee efficaci per risolvere i problemi a cui ho accennato prima, non ne ho sentite. 

In queste condizioni, mi sa che il 26 maggio, invece di andare a votare, continuerò a scattare foto al vostro splendido tramonto sul mare, struggente metafora di questa che ora è anche la mia città.

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