Sgarbi, Trenitalia e il fantastico “romanzo” dei trasporti al Sud

La denuncia del critico d’arte (500 euro per un biglietto aereo Milano-Lamezia) fa il paio con il paradosso della stazione di Zambrone dove, per acquistare un biglietto del treno, turisti e utenti devono fare almeno 13 chilometri di strada

La denuncia del critico d’arte (500 euro per un biglietto aereo Milano-Lamezia) fa il paio con il paradosso della stazione di Zambrone dove, per acquistare un biglietto del treno, turisti e utenti devono fare almeno 13 chilometri di strada

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È di ieri il video-denuncia di Vittorio Sgarbi, sul costo elevato di un biglietto d’aereo Alitalia tra Lamezia e Milano, pari a quello tra Roma e New York. «È singolare – afferma Sgarbi – che la Calabria sia ritenuta un luogo remoto e quindi, debba essere mantenuto come tale. Ma è giusto che un calabrese per arrivare a Milano debba credersi in America?». Questa la domanda, con la quale Sgarbi ci ha lasciati meditare. E nemmeno tanto, visto che la lettura di questa locandina di Trenitalia (foto in basso), affissa alla stazione di Zambrone Marina, cuore della “Costa degli Dei”, ti mette ancora di più in agitazione. Come quando segui il tuo romanzo preferito e le puntate si interrompono nel momento clou dell’episodio. È lecito domandarsi se tutto ciò che succede in questa terra sia realtà o una simulazione virtuale di “Scherzi a parte”?

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Per prendere un treno alla stazione di Zambrone, priva di biglietteria ed emettitrici automatiche, un turista residente in uno dei suoi numerosi villaggi, deve prendere un mezzo e addentrarsi nell’entroterra zambronese (con precisione a San Giovanni di Zambrone o Cessaniti) e acquistare, in un’attività con servizio Lottomatica e stampa biglietti Trenitalia, un biglietto del treno.

E pensare che i villaggi distano dalla stazione poche decine di metri mentre, il punto in cui poter acquistare un biglietto, dista 13 km. Senza parlare di chi non ha internet su smartphone o disponibilità di carte di credito per acquistare tramite l’app di Trenitalia il biglietto. Un’altra fantastica storia assurda di questo povero profondo Sud e del servizio che offre Trenitalia!

Per cercare di comprendere meglio il meccanismo di distribuzione dei biglietti, ho provato a contattare Trenitalia attraverso un numero verde a pagamento, al quale ovviamente, non risponde nessuno.

Successivamente, ho contattato direttamente il titolare di un negozio di tabacchi il quale, gentilmente e in maniera dettagliata, mi ha spiegato che fino a poco tempo fa, la distribuzione dei biglietti era delegata da Trenitalia alla Fit (Federazione Tabaccai Italiana). Da qualche mese, la distribuzione dei biglietti è passata al sistema Lottomatica (con servizio denominato Lis Paga) con acquisto da parte del tabaccaio, del servizio specifico per far biglietti del treno.

Ora, il servizio ha evidentemente un costo che, deve avere il suo ritorno in termini di stampa di biglietti per il titolare dei negozi di tabacchi ma anche per Trenitalia, che dà il servizio a questo settore di commercianti. Ed evidentemente questo ritorno di numeri, non c’è. Sia per un discorso di lontananza dalla stazione che per un discorso di quantità di vendita. Ma laddove non vi è un ritorno di numeri e guadagni imposti dai servizi acquistati, perché, si chiedono gli imprenditori turistici, non predisporre un sistema di biglietti automatico direttamente nella stazione di Zambrone e offrire comunque il servizio alle migliaia di turisti che lo richiedono, evitando così che gli stessi subiscano anche una sanzione ingiusta?

È o non è assurdo, privare sia un turista che un’attività commerciale di un servizio tanto prezioso per l’uno, per l’atro e il territorio intero? Non è per essere pessimisti ma, signori miei, il Sud è veramente un paese a parte dal resto d’Italia. Il Sud è ormai solo un calcolo a perdere per le azienda statali. Non vale la pena investire. Ma vale la pena esigere tutto quello che lo Stato può e deve incassare. Magari è vero quello che afferma sarcasticamente Vittorio Sgarbi che, siccome la Calabria è ritenuta un luogo remoto, tale deve rimanere. A lui chiedo personalmente, di poter prendere a cuore anche questo assurdo caso e di fare rete insieme nelle inefficienze e omissioni allo sviluppo della nostra terra.

Intanto, nella vergogna di non saper rispondere ai nostri turisti su dove fare un biglietto del treno, pur avendo una stazione, non ci resta che sognare e immaginare un finale diverso per questo romanzo. Un romanzo che racconta di una terra aspra, remota e antica, che fatica tanto e non poco, per riuscire a stare al passo col resto del mondo, sia in termini di apertura mentale che economica ma, che viene spinta sempre fuori, da quegli stessi binari che dovrebbero portare ricchezza. Che dovrebbero portarla un giorno ad essere davvero l’America dei calabresi, per le sue bellezze naturalistiche. Una terra che per diventare davvero grande, avrebbe bisogno di una classe politica diversa: più attenta alla sua terra e alla sua gente, che al suo portafogli!