L’intervento | Il coraggio della denuncia e un territorio stanco dei soprusi

Libera Vibo Valentia registra una nuova consapevolezza che spinge gli imprenditori a rifiutare la logica della sottomissione al racket e induce la società civile stringersi ad essi  

Libera Vibo Valentia registra una nuova consapevolezza che spinge gli imprenditori a rifiutare la logica della sottomissione al racket e induce la società civile stringersi ad essi  

Informazione pubblicitaria
Informazione pubblicitaria

Eppur si muove!”, prendiamo in prestito la celebre frase di Galileo Galilei per descrivere quello sta avvenendo nella nostra provincia; perché sì, qualcosa in questo territorio inizia a muoversi e fa anche molto rumore. Si muovono scuole, cittadini, commercianti ed imprenditori che decidono in modo chiaro e netto da che parte stare. Con le loro denunce, con la testimonianza di vite improntate all’etica della responsabilità, con le loro speranze, con la voglia di restare e di combattere per avere un futuro, con la loro voglia di vedere un corso delle cose diverso rispetto a quello che siamo abituati a vedere, con il desiderio che, anche nella nostra piccola provincia, i servizi e diritti non passino come favori elargiti da qualche potente di turno e che clientelismo e nepotismo non siano le chiavi di lettura per poter avere un lavoro ma che la meritocrazia ne sia unico pilastro. Una presa di consapevolezza e un senso di giustizia che diventa rivoluzione dal basso, di chi decide di non tacere più, di non girarsi dall’altra parte di fronte a soprusi e sopraffazioni, di chi non si abbandona al flusso inarrestabile di un vittimismo immobile che per anni ci ha impedito di fare scelte di campo forti e coraggiose per paura, certo, ma anche per rassegnazione e nichilismo. Da ultimo, infatti, la notizia della denuncia effettuata dalla cooperativa “Briatico Welfare”, facente parte del consorzio Goel, marchio degli agricoltori biologici calabresi che si oppongono alla ‘ndrangheta, in seguito all’ennesimo danneggiamento derivante da pascoli abusivi. Purtroppo, non è il primo episodio spiacevole che la cooperativa ha subito nel corso degli anni, infatti diversi sono stati  i danni ed i furti sempre prontamente denunciati ai carabinieri. 

Informazione pubblicitaria

Un atto quello della denuncia, di cui non beneficerà soltanto la cooperativa ma la popolazione tutta. Il proprietario del gregge, infatti, era già noto alle forze dell’ordine e purtroppo, anche ai proprietari dei terreni vicini perché non è la prima volta che il suo gregge “si smarrisce” in territori altrui. Una denuncia che va sostenuta e che richiede di non lasciare solo chi ha avuto il coraggio e la forza di rompere finalmente il muro del silenzio. Esprimiamo, dunque, alla cooperativa “Briatico Welfare”, nella persona del suo fondatore Gregorio Mantegna, piena vicinanza e solidarietà ma anche gratitudine per aver deciso, nonostante tutto, di restare a San Costantino di Briatico creando lavoro dignitoso e onesto. Come i tanti imprenditori e commercianti che in questo territorio hanno deciso di metterci la faccia, mettersi in gioco provando ad inventarsi o reinventarsi e che per cambiare le cose ci mettono il lavoro delle menti, la fatica delle proprie mani e il sudore della fronte. Negli ultimi tempi avvertiamo una speranza nuova, una nuova tensione sociale che deve essere adeguatamente supportata ed incoraggiata, tocca  alle istituzioni, forze dell’ordine, ma anche, e soprattutto,  ad una politica presente ed attenta riuscire a dare risposte effettive ed efficaci alle necessità ed ai bisogni della collettività e dimostrare ai cittadini e alla criminalità organizzata che è lo Stato ad avere il controllo del territorio, promuovendo sicurezza e legalità. In conclusione, vogliamo rivolgerci a chi continua ad agire vigliaccamente e a danno del bene comune: non vi lasceremo spadroneggiare indisturbati, soffocare le nostre speranze e strapparci il nostro futuro, risponderemo alle vostre violenze, non lasciando solo chi le subisce, non indietreggiando di un passo in questa lotta per la democrazia e la libertà. Come ci ha insegnato Giuseppe Fava, vittima innocente della mafia, “A che serve essere vivi se non si ha il coraggio di lottare”.

*Il Coordinamento di Libera Vibo Valentia

LEGGI ANCHEPascolo abusivo nei terreni della cooperativa “Briatico Welfare”, la condanna di Goel – Video

“La libertà non ha Pizzo”, Libera guida la risposta civile al racket – Video