IL COMMENTO | Vibo paralizzata tra immobilismo amministrativo e burocrati discussi

Elio Costa aveva suscitato nei vibonesi e, non solo in essi, grandi speranze di rinascita per questa città. L’uomo sembrava possedere tutte le caratteristiche per sistemare una macchina amministrativa ormai alla canna del gas

Elio Costa aveva suscitato nei vibonesi e, non solo in essi, grandi speranze di rinascita per questa città. L’uomo sembrava possedere tutte le caratteristiche per sistemare una macchina amministrativa ormai alla canna del gas

Informazione pubblicitaria

Che la città di Vibo Valentia non goda di buona salute è ormai acclarato e ciò, al di là di ogni ragionevole dubbio e al netto di analisi, ragioni e responsabilità della situazione attuale. 

Ndrangheta, burocrazia inefficiente e inadeguatezza politica della classe dirigente vibonese hanno radici profonde. La città è paralizzata, l’immobilismo amministrativo ha cancellato programmi e buone intenzioni legate all’elezione a Sindaco di Elio Costa. Chiaramente non tutto può essere ricondotto alla inadeguatezza dell’attuale amministrazione, tuttavia non c’è dubbio che la giunta Costa sia ormai impantanata nelle sabbie mobili costituite da un mix di fattori negativi composto da malcostume, inconcludenza amministrativa e degenerazione della macchina burocratica.    

Elio Costa aveva suscitato nei vibonesi e, non solo in essi, grandi speranze di rinascita per questa città. L’uomo sembrava possedere tutte le caratteristiche per sistemare una macchina amministrativa ormai alla canna del gas. D’altronde, Elio Costa, in campagna elettorale aveva puntato molto sulle sue caratteristiche: indipendenza, autonomia dai partiti, appartenenza alla società civile. Questo il mantra  ostentato e propagandato a destra e a manca per tutta la consultazione elettorale.  Risultato? Speranze deluse. Aspettative disattese. 

Qualità della vita, Vibo Valentia ultima provincia d’Italia

La sveglia l’aveva suonata per prima Legambiente che, in una recente indagine sulla tutela ambientale, ha collocato Vibo tra le ultime città d’Italia, stessa valutazione anche per il Sole 24 ore, questa volta però, sulla qualità della vita. Stizzita la reazione di Costa, il quale per tutta risposta ha accusato i due network di incompetenza. 

In città la tensione sale giorno dopo giorno e il malumore serpeggia tra tutte le forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione. Delusione anche sul fronte del rinnovamento degli apparati dirigenziali della burocrazia cittadina, infatti, alcuni personaggi che in passato avevano fatto il bello e il cattivo tempo (più il cattivo per la verità), come il comandante della Polizia Municipale o la dottoressa Teti, sono ritornati “pericolosamente” in auge. 

L’inchiesta “Robin Hood” ed alcune informative dei Ros in essa contenute ha scoperchiato aspetti inquietanti in relazione ad alcune frequentazioni dell’attuale Comandante della Polizia Municipale. Una situazione che, al di là degli aspetti giudiziari, il Sindaco Costa non può ignorare. E’ evidente che una ripulita dalle parti di località “Madonnella”, sede del Comando della Polizia Municipale, a questo punto,  sarebbe opportuna e doverosa. Tra l’altro, la vicenda di Nesci e delle sue frequentazioni, offre la possibilità di leggere sotto un’altra luce la sospensione del comandante della Municipale disposta dall’ex Prefetto Bruno nell’estate del 2014.   

“Robin Hood”: l’interessamento di Spasari per il comandante della Municipale di Vibo Filippo Nesci

E’ evidente dunque, che ormai il quadro politico dell’amministrazione cittadina sia molto precario, una precarietà che chiama inevitabilmente in causa l’attuale opposizione e, in particolare, l’ex sfidante di Elio Costa, il notaio Antonio Lo Schiavo, alternativa naturale all’attuale primo cittadino nel caso che gli eventi dovessero rovinosamente precipitare; tuttavia, Lo Schiavo, si trova in una situazione politica altrettanto precaria, considerato la sua defenestrazione da capogruppo della minoranza. Tanto per dirla secondo un’espressione conosciuta: “Se Atene piange, Sparta non ride”.

(Mo. Pas.)