Crisi e marginalità, Ceravolo: «E’ ora che la politica batta un colpo»

Il presidente dell’associazione Corrado Alvaro richiama la classe dirigente alle proprie responsabilità in ordine a vecchie e nuove povertà e addita Lo Schiavo e Mangialavori come esempi da seguire.

Il presidente dell’associazione Corrado Alvaro richiama la classe dirigente alle proprie responsabilità in ordine a vecchie e nuove povertà e addita Lo Schiavo e Mangialavori come esempi da seguire.

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Sto seguendo e ascoltando ormai da anni, da cittadino e da rappresentante di un’associazione, problematiche relative alla povertà e alla marginalità, che la crisi ha sicuramente acuito, che investono buona parte della cittadinanza. Ho peraltro conosciuto le azioni messe in atto, ad esempio dalla chiesa, per offrire sostegno anche economico a molte famiglie, contribuendo anche personalmente, in piccolissima parte, affinché in alcune situazioni non si arrivasse al peggio. Di tali episodi e situazioni critiche dal punto di vista economico nel nostro Vibonese ce ne sono a iosa: intere famiglie che non ce la fanno ad arrivare neanche a metà del mese, altre ancora che hanno difficoltà ad acquistare beni di prima necessità, medicinali e quant’altro.

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E allora la rabbia aumenta di fronte alle ruberie della nostra classe politica, o al “poltronificio” che è diventato l’ente regionale calabrese, dove gente con stipendio fisso grava come un macigno sulle spalle di noi contribuenti, togliendo risorse alle fasce meno protette e più deboli della società. Ti arrabbi ancor di più a quando, a livello nazionale, ti accorgi che per chi ha necessità di cure non si trovano fondi adeguati.

Tutto ciò mi porta, ancora una volta, ad evidenziare le problematiche del Vibonese e a considerare che i costi della crisi, e la conseguente “spending review”, gravino sempre e comunque sulle spalle dei soliti noti: pensionati e famiglie con reddito fisso. Situazioni che a volte degenerano in casi estreme in sfratti esecutivi, difficoltà a far fronte alle spese di ogni tipo e a condurre una vita normale, non dico faraonica.
Problematiche che dovrebbero essere oggetti di forti discussioni dentro le sezioni di partito, ma che in realtà così non è. Per cui capisco che oggi non esiste più la politica, quella con la “p” maiuscola. Ci sono, invece, cordate di soliti noti che cercano, quando qualche politico serio tenta di sovvertire questa tendenza di mettere i bastoni tra le ruote.

Ne è un esempio, da una parte, ciò che hanno fatto all’ex candidato sindaco di Vibo, Antonio Lo Schiavo (di cui ho condiviso molte proposte: dalla biblioteca a Vibo Marina alla messa in sicurezza delle scuole), e, dall’altra, l’amico Giuseppe Mangialavori del quale condivido molte battaglie che sta portando avanti, dalla sanità ai trasporti fino alla proposta di potenziamento dei Vigili del fuoco.

Loro due dimostrano la sollecitudine e il senso di solidarietà che ahimè spesso manca ai nostri politicanti di palazzo. È, tuttavia, ora che anche i nostri amministratori prestino maggior ascolto ai tanti cittadini che, forse anche per vergogna non hanno voce, mentre a vergognarsi dovrebbero essere proprio quei politici in parte responsabili di tale situazione. A loro dico: adoperatevi almeno per questo Santo Natale a fare opere di bene.

*Presidente associazione Corrado Alvaro