martedì,Agosto 9 2022

Mala pigna, Wwf Calabria: «Crimini ambientali sempre più diffusi. Effetti devastanti per i territori»

L’inchiesta ha portato ad una ordinanza di custodia cautelare per 29 persone. Tra i reati contestati associazione di tipo mafioso, disastro ambientale e traffico illecito di rifiuti

Mala pigna, Wwf Calabria: «Crimini ambientali sempre più diffusi. Effetti devastanti per i territori»

Il Wwf Italia si congratula con la Dda di Reggio Calabria e con l’Arma dei Carabinieri, in particolare con i Carabinieri Forestali di Reggio Calabria, per l’importante operazione portata a termine nella mattinata di oggi tra le province di Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza, Ravenna, Brescia e Monza-Brianza, che ha condotto alla esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare personale a carico di 29 soggetti, con contestuale Decreto di sequestro preventivo per cinque società operanti nel settore dei rifiuti. 

Tra i reati contestati l’associazione di tipo mafioso, il disastro ambientale e il traffico illecito di rifiuti.  Le indagini –riferisce la nota stampa dell’ente- hanno infatti consentito di individuare un’attività di interramento nei terreni agricoli di ingenti quantitativi di rifiuti speciali e pericolosi provenienti dalla demolizione delle autovetture ma anche di fanghi industriali. Queste operazioni illecite hanno provocato la contaminazione dei terreni agricoli nei quali è stata individuata la presenza di sostanze altamente nocive, alcune di esse sino a valori pari al 6000% del limite previsto, con il concreto pericolo di contaminazione della falda acquifera sottostante. 

L’operazione “Mala Pigna” conferma – si fa rilevare nel comunicato – in maniera ancor più evidente come la criminalità organizzata abbia identificato l’ambiente come un settore prediletto per trarre illeciti e ingentissimi profitti. Tale conclusione, suffragata dalle numerosissime operazioni che le forze di polizia hanno condotto nel corso degli anni, a partire dalla scoperta delle “navi dei veleni”, induce a porre particolare attenzione sugli effetti devastanti che crimini ambientali così gravi e diffusi determinano a carico della salute umana, sia in maniera diretta, sia per il tramite dell’alterazione o la distruzione di interi ecosistemi.     In questo quadro – aggiunge il Wwf- appare ancor più inspiegabile come si possano includere i reati ambientali, quando non è formalmente riconosciuta la matrice mafiosa, nell’elenco degli illeciti oggetto della improcedibilità prevista dalla riforma Cartabia. Se infatti è vero che il Pnrr impone l’obiettivo della riduzione del 25% dei tempi del giudizio penale, è altrettanto vero che tali risorse sono orientate al principio di tutela dell’ambiente. Auspichiamo quindi che il Governo e il Parlamento possano correggere tale posizione che rischierebbe di vanificare gli enormi sforzi profusi dalle Autorità investigative e di incentivare le organizzazioni criminali a reiterare nella loro azione di distruzione del nostro ambiente e condanna a morte delle presenti e future generazioni. Il Wwf – conclude la nota – continuerà la sua battaglia a tutela dell’ambiente e della salute e si è già attivato per sostenere la Procura costituendosi parte civile nel futuro processo. 

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