«Cari politici, i calabresi sono stanchi e chiedono rispetto»

Lo sfogo di un’elettrice che, a poche ore dal voto, guarda sconfortata ad una realtà contrassegnata da un lento ma inesorabile declino
Lo sfogo di un’elettrice che, a poche ore dal voto, guarda sconfortata ad una realtà contrassegnata da un lento ma inesorabile declino
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di Mariella Epifanio

Avverto nell’aria qualcosa di anomalo, forzato, circense a tratti. Già. Queste elezioni non riescono ad appassionarmi come succedeva tanto tempo fa. Ho aspettato con ansia i miei 18 anni, non tanto per prendere la patente e diventare finalmente autonoma o fare la mia grande e desiderata festa di compleanno come a quell’età si sogna ma, per poter votare e sentirmi parte di un Paese dalle mille sfumature (alcune anche oscure purtroppo), fatto di grandi opere artistiche, una profonda cultura letteraria, bellezze paesaggistiche, genio industriale e manifatturiero; il Paese della grande cucina e della Dieta mediterranea, delle tradizioni radicate, della sua forte storia politica. Mi sono sempre appassionata al mio Paese, alle sue vicende, ai suoi momenti di crescita e di declino.

Ma oggi è diverso. A poche ore dalle elezioni regionali, non riesco a provare altro che una ben distinta sensazione di estraneità ai fatti, tendente alla nausea. Eppure c’è stato un tempo in cui ero orgogliosa di questo Paese, della mia terra, di chi la abitava. E mi teneva positiva, l’entusiasmo di vivere e fare con la speranza che la vita sarebbe migliorata per tutti. Evidentemente, o era realmente migliore la realtà o ero troppo giovane io per capire bene la vita.

La Calabria è diventata il palcoscenico sul quale ad ogni politicante oggi, è concesso atteggiarsi e quel che è peggio, prenderci ancora in giro. Sembra una gara mal fatta, a chi dice la cosa più grossa, a chi riesce a sbancare i like, a fare visualizzazioni e gossip. Tanto oggi è così che si misura il consenso. Una rappresentanza politica degna di un popolo che non impara più, che assimila solo i titoli delle notizie e condivide come in preda ad uno spasmo psico-servile. Tutti incattiviti e persi dietro una realtà parallela molto pericolosa e che si sta già congiungendo a quella reale, provocando il declino della società civile.

Ma il discorso Politica, quello con la P maiuscola, dove è finito? I programmi fattibili, studiati, mirati ai vari settori, dove sono? I Politici veri dove sono? Tutto volatilizzato. Si parla di concetti e cose che farebbero impallidire anche Cetto Laqualunque. I film realizzati con questo personaggio, non sono nulla rispetto alla realtà! Assistiamo e siamo diventati, la parte peggiore di quei film: la caricatura di noi stessi.

Ma quando uno dei nostri figli muore sulla 106 o stiamo ore e giorni in attesa ai pronto soccorsi per mancanza di personale, o ci prenotano esami urgenti anche dopo un anno, o viviamo senza acqua dai rubinetti, con la spazzatura in mezzo alle strade sotto ricatto da chi ha interesse a lasciarcela lì, in cerca perenne di un posto di lavoro o, con un turismo che deve viaggiare sotto regime per mancanza di servizi, strade mulattiere e servizi di trasporto inefficienti, dove sono tutti questi personaggi in cerca di visualizzazioni e voti?

Nell’ovattato palazzo di governo sono, e lì non arriva nulla del reale stato delle cose. La gente è stanca. Siamo stanchi di pochezza, di incapacità e di strategie mediatiche volte solo a tornaconti personali. Chiediamo rispetto per il popolo calabrese, per questa terra straordinaria ma amara come il fiele, che ha già pagato e continua a pagare l’indifferenza per un territorio che probabilmente, non è mai stato degnamente rappresentato da nessuno, da destra a sinistra e che, sicuramente, è stato svenduto al miglior offerente, dai suoi stessi figli. Calabria, calabresi, rialzatevi! Dignità signori!

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