Edilizia in crisi, la proposta: si vari un “Piano Marshall” per le costruzioni

Cantieri fermi, crisi di liquidità, crediti arretrati della Pa: il presidente dell’Ance Vibo, Gaetano Macrì, traccia il quadro delle urgenze del settore e sprona: «Serve la collaborazione di tutte le forze economiche»
Cantieri fermi, crisi di liquidità, crediti arretrati della Pa: il presidente dell’Ance Vibo, Gaetano Macrì, traccia il quadro delle urgenze del settore e sprona: «Serve la collaborazione di tutte le forze economiche»
Informazione pubblicitaria
Informazione pubblicitaria

di Gaetano Macrì*

La gravissima emergenza sanitaria che sta colpendo il mondo intero, ha messo il nostro Paese davanti al peggior dramma umano, sociale ed economico dalla fine del secondo conflitto mondiale. La politica italiana è chiamata oggi più di ieri a mettere in campo delle misure in grado di evitare che, da quella sanitaria, il Paese finisca in un’irreversibile emergenza economica.

La categoria dei costruttori attraverso la struttura nazionale, fin dai primi giorni, è intervenuta in modo compatto sul Governo chiedendo interventi specifici per i cantieri e dal momento dell’imposizione della quarantena nazionale l’Ance ha chiesto che la sospensione dei lavori edili potesse avvenire in un quadro normativo chiaro e definito, sia nel settore dei lavori pubblici che nel mercato privato, per evitare che sulle imprese ricadessero ulteriori insostenibili e inaccettabili costi derivanti da un’emergenza che sta stravolgendo l’intero pianeta e i cui effetti e conseguenze non sono ancora misurabili.

In un contesto così fortemente mutato e complesso rispetto alle condizioni originarie, come categoria riteniamo di fondamentale importanza mettere in atto nel settore delle costruzioni, misure semplificate che consentano alle imprese di far fronte alla gravissima crisi di liquidità che sta ponendo a serio rischio il pagamento di subappaltatori, fornitori e lavoratori.

Informazione pubblicitaria

In tal direzione, una boccata di ossigeno soprattutto per le imprese del nostro territorio è rappresentata dal pagamento immediato dei crediti arretrati della Pa, dal pagamento in tempi rapidissimi dei Sal nei lavori pubblici anticipando agli appaltatori, anche in deroga alle condizioni di contratto e/o capitolato, quanto dovuto per i lavori sino ad oggi realizzati, nonché la valorizzazione delle imprese locali nelle procedure negoziate mediante, l’inserimento del requisito della territorialità nella formazione degli albi di fiducia delle Pa nelle procedure fino ad 1 milione di euro prevedendo l’invito minimo di 15 operatori da selezionare, appunto tra le imprese del territorio.

L’Ance nazionale sulla base delle segnalazioni inviate dai territori ha elaborato un documento definito nuovo “Piano Marshall” per le costruzioni, che punta a sollecitare una massiccia dose di risorse, tagliare burocrazia, abolire passaggi e lungaggini inutili che in questo momento rischiano di non essere solo dannosi, ma letali per l’economia del nostro Paese.

A livello territoriale, riteniamo indispensabile soprattutto richiamare l’attenzione sulle seguenti proposte: pagamento immediato dei crediti arretrati della Pubblica Amministrazione e tempestiva iniezione di liquidità attraverso l’erogazione immediata dei finanziamenti gestiti dalle Regioni e dagli Enti Locali accelerando le istruttorie (le risorse finanziarie afferenti ai progetti relativi all’edilizia scolastica materialmente sono già state trasferite dalla Regione Calabria e quindi sono già nella disponibilità degli Enti locali interessati); aumento dell’anticipazione del prezzo d’appalto dal 20% al 40% ed obbligo di erogazione dell’anticipazione con riferimento alle prestazioni ancora da eseguire, anche nel caso in cui sia stata già fruita allo scopo di sostenere le imprese nella ripresa dei lavori; pagamento dei lavori eseguiti con Sal emergenziale subito e Sal mensile a regime; usare la totale libertà concessa dall’Ue per l’utilizzo dei fondi strutturali europei 2014-2020 ancora non spesi (49 miliardi di euro) per finanziare, oltre alle misure emergenziali di tenuta sociale, fondamentali nella nostra regione, le misure per la ripartenza dei cantieri (ulteriori costi determinati dall’emergenza Covid-19), il riavvio delle infrastrutture bloccate e nuovi programmi di opere immediatamente cantierabili; accelerare gli investimenti pubblici nel Mezzogiorno, attraverso la riprogrammazione del Fondo sviluppo e coesione (Fsc), dando priorità agli interventi dotati di progettazione esecutiva, a quelli con procedura di aggiudicazione avviata e finanziando nuovi programmi di opere rapidamente cantierabili; attuare una forte semplificazione burocratica, una riorganizzazione efficiente della struttura della pubblica amministrazione con funzionari competenti e responsabili eliminando rimpalli di responsabilità e prevedendo sanzioni per chi abusa di poteri e ruoli.  

Solo con la collaborazione di tutte le forze economiche e la condivisione di interventi reali ed immediati sarà possibile far ripartire l’economia del Paese di cui il settore delle costruzioni ne rappresenta l’asse portante.

*Presidente Ance Vibo Valentia