«Politiche sociali a Vibo, ecco cosa ha fatto il mio assessorato»

L’assessore comunale Franca Falduto traccia un bilancio della sua attività all’indomani del ritiro delle deleghe da parte del sindaco Maria Limardo
L’assessore comunale Franca Falduto traccia un bilancio della sua attività all’indomani del ritiro delle deleghe da parte del sindaco Maria Limardo
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di Franca Falduto*

Le attività programmate ed attuate dall’assessorato alle Politiche sociali del Comune di Vibo Valentia, capofila del Distretto socio-sanitario n. 1 sono state, per la gran parte, regolate dalle decisioni concordate con l’Assemblea dei sindaci, unico organismo competente a deliberare in merito. Molte delle iniziative messe in atto, quindi, sono state la conseguenza di un intenso lavoro di confronto e mediazione con i sindaci dei 15 Comuni componenti l’Ambito e raffrontate anche con le altre realtà istituzionali competenti, in particolare l’Asp, ma anche il Tribunale dei minori, la Prefettura, il Centro per l’impiego, vari ministeri, tra cui quelli dell’Interno, delle Politiche sociali, dell’Istruzione. Sempre sinergicamente, coinvolgendo anche le associazioni del settore, sono state delineate le problematiche emergenti e gli strumenti di programmazione finalizzati a raggiungere gli obiettivi definiti per lo sviluppo dei servizi sociali nella città.

Nel periodo trascorso dall’insediamento della Giunta ad oggi, è stata valutata nella sua completezza, ove sia stata ritenuto utile, la riorganizzazione della programmazione già avviata adeguandola alle richieste emergenti dei cittadini e degli interlocutori istituzionali dell’Ente al fine di ottimizzare i risultati utilizzando le risorse ancora disponibili alla spesa ammissibile e relativa rendicontazione. Ciò ha permesso di definire sempre meglio i meccanismi procedurali di presa in carico e trattamento degli utenti che si rivolgono ai servizi sociali, di  creare un database che non esisteva, agevolando così la risposta più idonea ogni qual volta l’Amministrazione sia stata chiamata in causa all’insorgere di criticità. [Continua]

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Franca Falduto

In tale direzione sono state attuate, per la prima volta, forme di collaborazione sempre più intense e fondamentali per le attività di servizio sociale, specialmente nell’ambito del trattamento dei minori, in partenariato con le autorità giudiziarie minorili e ordinarie, con le istituzioni scolastiche e sanitarie ed altri organismi attivando anche, e con successo, la partecipazione a diverse sperimentazioni di livello regionale e nazionale.

Pertanto sono stati avviati, anche questi per la prima volta, una serie di accordi e protocolli d’intesa che non solo si prefiggono l’obiettivo di meglio definire le competenze di ciascuno degli Enti, quanto (ed è questo l’aspetto rilevante) di definire prassi specifiche in tutte quelle aree di categorie a rischio sempre più in aumento, in cui l’ordinaria amministrazione non è sufficiente ad affrontare i problemi reali e gravi che si manifestano sempre più frequentemente a causa del disagio sempre più crescente.

Utile supporto è stato fornito dall’operato delle assistenti sociali e dal personale amministrativo assunto grazie all’attivazione del Pon Inclusione che, affiancato dal Piano di azione e coesione consente che esistano i servizi (asilo nido, assistenza domiciliare e scolastica agli studenti fragili nonché agli anziani ed ai cittadini affetti da gravi disabilità). Tutto ciò attraverso un processo costante di analisi, sensibilizzazione e mediazione offrendo percorsi specializzati di crescita sociale (Puc, Tirocini ecc.), incrementando momenti formativi e di confronto tra gli stessi servizi, partecipando attivamente a tavoli istituzionali con la diffusione e l’utilizzo operativo di teorie, metodi e strumenti utili al supporto alla genitorialità positiva determinante per tentare di risalire nella scala di valori di una società in crisi.

Per raggiungere questi obiettivi si è fatto ricorso con profitto, anche se con tempi rallentati da una struttura amministrativa carente, ad una serie di programmi europei, nazionali e regionali a seguito sinteticamente descritti:

1) Il Fondo nazionale per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale gestito dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, istituito dalla Legge di Stabilità 2016, finalizzata all’attuazione del Piano nazionale di lotta alla povertà.

2) Il Piano azione coesione – Programma nazionale servizi di cura all’Infanzia e agli Anziani non autosufficienti (PacPnscia) gestito dal ministero dell’Interno, riservato ai 201 Ambiti/Distretti delle quattro Regioni dell’Obiettivo Convergenza (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) e destinato alla gestione di servizi alla persona (asili nido e assistenza domiciliare agli anziani ultrasessantacinquenni non autosufficienti).

3) Fondo per le non autosufficienze (Fna), gestito dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali creato con l’intento di fornire sostegno a persone con gravissima disabilità e ad anziani non autosufficienti per favorirne una dignitosa permanenza presso il proprio domicilio garantendo l’attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni assistenziali. Grazie ai suddetti programmi si è mirato ad un progressivo miglioramento delle performances complessive con ricadute positive sull’implementazione del sistema del welfare locale sia sotto il profilo del potenziamento dell’offerta di servizi, sia attraverso la creazione di posti di lavoro e l’emersione del lavoro irregolare migliorando la “sicurezza sociale” dei territori (impegno dei beneficiari del reddito di cittadinanza).

Nello stesso ambito sono stati attivati, in accordo con l’Assemblea dei sindaci, ulteriori progetti quali: 1a) Vita Indipendente: percorsi di co-progettazione con utenza diversamente abile orientata sul trasporto sociale. 2a) Persone senza fissa dimora: a favore delle fasce di estrema povertà per rendere più dignitosa la temporanea permanenza dei “Senza tetto” presenti nei 15 Comuni. 3a) Dopo di noi: a supporto delle famiglie interessate dalla presenza di componenti colpiti da patologie invalidanti al fine di programmare il loro futuro in partenariato con l’Asp.

Inoltre,  tra le iniziative attualmente in corso di svolgimento è bene ricordare: il potenziamento dell’integrazione scolastica con il supporto di figure specialistiche nelle attività scolastiche, extrascolastiche e domiciliari; il perfezionamento del portale di gestione della mensa scolastica; la conclusione delle attività dei centri estivi finanziati dal Dipartimento per la Famiglia della presidenza del Consiglio dei Ministri con l’arredo di spazi urbani dedicati ai bambini; il fondamentale sostegno all’adempimento dei bisogni primari dei tanti nuclei familiari in difficoltà attraverso l’utilizzo dei buoni spesa che hanno consentito ai nostri concittadini in difficoltà di affrontare dignitosamente l’emergenza Covid che ha cambiato le vite di tutti noi.

*Assessore comunale a Vibo Valentia