«Quarant’anni dalla riforma della Polizia: scelta strategica e innovativa»

Il segretario provinciale del sindacato Siulp Franco Caso ripercorre le tappe che hanno portato ad una revisione dell’ordinamento della Pubblica sicurezza e alla nascita della Polizia italiana moderna, esempio per molti Paesi
Il segretario provinciale del sindacato Siulp Franco Caso ripercorre le tappe che hanno portato ad una revisione dell’ordinamento della Pubblica sicurezza e alla nascita della Polizia italiana moderna, esempio per molti Paesi
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di Franco Caso*

Quarant’anni fa, grazie agli ideali e alla lungimiranza dei poliziotti aderenti al “Movimento Democratico per la smilitarizzazione”, di cui è legittimo erede il Siulp, il Corpo delle Guardie di Pubblica sicurezza si trasformava nella Polizia di Stato. Tale riforma, ancora oggi valida ed attuale, fu possibile grazie al varo della Legge 121 del 1981, figlia della determinazione dei poliziotti democratici, del sindacalismo confederale che ancora oggi, grazie alla Cisl, continua il suo percorso insieme al Siulp per la piena democratizzazione della funzione di Polizia.

Il segretario provinciale del Siulp Franco Caso
Franco Caso, segretario Siulp VV

Oggi, nel solco di quello che fu la lungimirante intuizione del Parlamento del 1981 – che comprese la necessità rispetto all’attacco violento e destabilizzante portato alle Istituzioni dello Stato Repubblicano e alla stessa democrazia del nostro Paese, che era necessario democratizzare la funzione di Polizia e smilitarizzare i suoi appartenenti, rendendoli protagonisti attraverso la sindacalizzazione e la contrattualizzazione ed integrarli nella società civile, – continua il processo riformatore iniziato dai poliziotti del movimento democratico ed attuato con la legge 121/81.

Difatti, richiamando i punti cardine alla base della richiesta che il Movimento Democratico dei poliziotti sosteneva già dagli anni ‘70 e per tutti gli anni di piombo, la necessità di emancipare la funzione di Polizia rendendola più democratica e vicina al cittadino con un processo che doveva elevare professionalmente gli appartenenti.

Legge di riforma, la 121 del 1981 più volte integrata, dove negli ultimi correttivi di riordino, son stati inseriti i titoli di studio più elevati per l’accesso anche alla qualifica di base quale il diploma di scuola media secondaria (l’equivalente di quanto richiesto al ruolo di concetto del pubblico impiego), unitamente al ridisegnare un nuovo ruolo degli ispettori con vocazione alle funzioni direttive e la nuova area dirigenziale, sono solo alcune delle scelte strategiche e innovative che ultimamente sono state previste, nel solco dei valori innovativi contenuti nella Legge 121, che renderanno la funzione di Polizia sempre efficiente ed efficace e all’altezza delle nuove e complesse sfide che ci attendono per il futuro.

Un’ulteriore tappa nel difficile ma necessario cammino che la Polizia di Stato e i poliziotti devono continuare a portare avanti nei valori fondanti e ancora oggi attuali contenuti nella legge 121, per rendere il sistema sicurezza efficace a garantire la democrazia e la sicurezza, ma anche la libertà come si conviene in ogni Paese democratico. Per questo, il Siulp ritiene che aumentare sempre di più la professionalità e la capacità degli operatori di comprendere le problematiche ed attuare le soluzioni migliori in ogni contesto, è l’unica strada da percorrere.

*Segretario provinciale Siulp Vibo Valentia