sabato,Maggio 15 2021

Inchiesta Imponimento, al via l’udienza preliminare contro i clan vibonesi, 147 gli imputati

Molti i Comuni che potranno costituirsi parti civili. L’indagine della Finanza e della Dda fa luce sulle attività del clan Anello di Filadelfia e di altre cosche del Catanzarese. Chiesto il processo anche per politici, poliziotti, finanzieri e dipendenti della Regione

Inchiesta Imponimento, al via l’udienza preliminare contro i clan vibonesi, 147 gli imputati

E’ iniziata dinanzi al gup distrettuale di Catanzaro, Francesco Rinaldi, l’udienza preliminare per l’operazione antimafia denominata “Imponimento” scattata nel luglio dello scorso anno. Le richieste di rinvio a giudizio avanzate dalla Dda di Catanzaro (pm Chiara Bonfadini, Antonio De Bernardo, Vincenzo Capomolla e Nicola Gratteri) sono in totale 147. Al centro delle indagini, in particolare, il clan Anello di Filadelfia ma anche i Tripodi di Portosalvo, i Lo Bianco di Vibo Valentia ed altri clan. L’udienza si è aperta nella nuova aula bunker dell’area industriale di Lamezia Terme dove si sta attualmente celebrando il maxiprocesso Rinascita-Scott.
Associazione mafiosa, intestazione fittizia di beni, traffico di droga e armi, scambio elettorale politico-mafioso i reati, a vario titolo, contestati. 

Nell’udienza odierna si è registrato il preannuncio di costituzione di parte civile da parte dell’Associazione Antiracket ed Antiusura  della provincia di Vibo con l’avvocato Giovanna Fronte. Hanno quindi preannunciato di volersi costituire parte civile anche Michele Marcello, Eleonora Marcello, indicate quali parti offese, ed anche Domenico Marcello, fratello di Eleonora ed all’epoca dei fatti gestore dell’Olimpus di Pizzo nel cui parcheggio sono state danneggiate alcune auto secondo il racconto del collaboratore di giustizia Francesco Michienzi. [Continua in basso]

Fra le parti offese che hanno oggi preannunciato di volersi costituire parte civile ci sono poi: la Regione Calabria, la Provincia di Vibo Valentia, la direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate di Vibo Valentia, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Ministero dell’Ambiente, ed una serie di Comuni quali: Filadelfia, Polia, Francavilla Angitola, Maierato, San Nicola da Crissa, Monterosso Calabro, Pizzo Calabro, Sant’Onofrio, Capistrano, Cortale, Chiaravalle Centrale, Maida. Era presente anche il Comune di Vibo Valentia.

Non comparse oggi altre parti offese quali l’Inail nella persona del direttore pro tempore, il Ministero della Salute, i Comuni di: Curinga, San Pietro a Maida, Vallefiorita, Cenadi. Le parti offese oggi assenti potranno presentarsi in aula per la costituzione di parte civile venerdì alla ripresa dell’udienza preliminare. [Continua in basso]

Francescantonio Stillitani

Fra le richieste di rinvio a giudizio anche quella nei confronti di Francescantonio Stillitani, ex assessore regionale, e del fratello Emanuele Stillitani, imprenditori accusati di collusione con il clan Anello. Richiesta di rinvio a giudizio pure per Francescantonio Tedesco, architetto ed ex consigliere comunale di Vibo. Nel capo d’imputazione mosso a Francescantonio Tedesco, Giovanni Anello (già assessore al Comune di Polia) e Daniele Prestanicola (imprenditore), anche l’accusa di aver contribuito a formare la strategia del sodalizio in ambito politico, promuovendo il sostegno della cosca Anello “alle elezioni politiche nazionali del 2018 per Mangialavori Giuseppe”, poi eletto al Senato della Repubblica. 

Richiesta di rinvio a giudizio avanzata anche nei confronti dell’ex consigliere provinciale di Vibo Valentia, Domenico Fraone, dell’ex sindaco di San Gregorio d’Ippona Filippo Ruggiero, della dirigente del Comune di Pizzo (ufficio Urbanistica) Maria Alfonsina Stuppia, del responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune di Polia, Mario Galati, del consigliere comunale di maggioranza di Capistrano, Bruno Cortese, di Salvatore Pilieci, fratello di un consigliere comunale di Capistrano (pure lui di maggioranza), di Francesco Cortese, nipote del consigliere Bruno Cortese, dell’avvocato ed imprenditore di Vibo Vincenzo Renda.

Fra le richieste di rinvio a giudizio anche quelle avanzate dalla Dda nei confronti di tre finanzieri ed un poliziotto. Si tratta di: Domenico Bretti, 51 anni, di Filadelfia, brigadiere capo della Guardia di finanza, in servizio al Comando provinciale della Gdf di Vibo Valentia; Antonio Dieni, 47 anni, di Catanzaro, appuntato della Guardia di finanza e già in servizio al Gico di Catanzaro; Franco Pontieri, 48 anni, di Nocera Terinese, all’epoca dei fatti in servizio nella tenenza della Guardia di finanza di Amantea; Pietro Verdelli, 47 anni, di Figline Vegliaturo (Cs), assistente capo della polizia.
Fra le richieste di rinvio a giudizio vi sono infatti anche quelle avanzate nei confronti dell’ex sindaco di Cenadi Alessandro Teti (alla sua seconda consiliatura, ma dimissionario nel luglio scorso dopo l’operazione “Imponimento”), dell’ex consigliere di maggioranza Giovanni Deodato e del tecnico comunale Gianni Melina.

Per le gare d’appalto relative ai boschi del territorio comunale di Cenadi, nell’operazione “Imponimento” sono richiesta di rinvio a giudizio pure perfunzionari della Regione Calabria Serafino Nero, 65 anni, di Decollatura, e Michele Zangari, 44 anni, di Cinquefrondi, impiegato presso il Dipartimento Foreste, Forestazione e difesa del suolo.

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