Operazione Miletos: le relazioni pericolose dell’ex collaboratore della Procura di Vibo (VIDEO)

Gaetano Elia avrebbe intrattenuto rapporti anche con la congiunta di personaggi legati al boss Bruno Emanuele, oltre ad avere informazioni in anteprima su indagini in corso pure sul suo conto

Gaetano Elia avrebbe intrattenuto rapporti anche con la congiunta di personaggi legati al boss Bruno Emanuele, oltre ad avere informazioni in anteprima su indagini in corso pure sul suo conto

Informazione pubblicitaria
Informazione pubblicitaria

Il grimaldello che potrebbe consentire agli inquirenti di risalire a presunte talpe, negli uffici giudiziari vibonesi, è Gaetano Elia, il tecnico che si occupa di impianti di videosorveglianza e che in passato ha anche collaborato con la stessa Procura di Vibo Valentia. Si tratta della stessa persona, Gaetano Elia, che secondo quanto emerge dall’inchiesta “Miletos” avrebbe anche contattato ed incontrato un soggetto che utilizzava un’utenza telefonica intestata al Ministero dell’Interno, Dipartimento di Pubblica Sicurezza, che lo avrebbe informato di alcune indagini in corso sul suo conto. Gaetano Elia è stato arrestato dai carabinieri del Nucleo investigativo di Vibo nel contesto dell’operazione “Miletos” che ha fatto luce sugli omicidi (Giuseppe Mesiano e Angelo Corigliano) consumati nell’estate del 2013 a Mileto.

Informazione pubblicitaria

Le indagini a suo carico, avviate proprio dalla Procura di Vibo Valentia, e poi transitate alla Dda di Catanzaro, hanno però portato alla luce anche altre situazioni singolari. Gaetano Elia sarebbe stato infatti strettamente legato ad una donna, la quale è stata pure lei sottoposta ad intercettazione. Si tratta di una sorella di Gaetano e Antonino Zupo, legati – emerge da altre indagini dei carabinieri – al clan Emanuele di Gerocarne e Sorianello, al centro dal 2011 di una cruenta faida nelle Preserre vibonesi. In particolare Antonino Zupo, già coinvolto in diverse indagini antidroga della Dda di Catanzaro, era considerato – prima di essere assassinato, proprio a Gerocarne, il 22 settembre 2012 – il luogotenente del boss ergastolano Bruno Emanuele. Insomma, un collaboratore delle Procure, Elia, dalle relazioni pericolose.