domenica,Settembre 26 2021

Omicidio Piccione a Vibo, torna libero Rosario Lo Bianco

Il Tribunale del Riesame di Catanzaro annulla l’ordinanza di custodia cautelare in carcere in accoglimento di un ricorso presentato dall’avvocato Cuppari

Omicidio Piccione a Vibo, torna libero Rosario Lo Bianco
Rosario Lo Bianco

Ritorna in totale libertà Rosario Lo Bianco, 52 anni, di Vibo Valentia, arrestato il 24 marzo scorso su ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip distrettuale in accoglimento di una richiesta avanzata dalla Dda. Il Tribunale del Riesame di Catanzaro (Michele Cappai presidente, giudici Giuseppe De Salvatore e Sara Mazzotta) ha infatti accolto la richiesta dell’avvocato Patrizio Cuppari annullando l’ordinanza di custodia cautelare. Rosario Lo Bianco (genero del defunto boss Carmelo Lo Bianco, detto “Sicarro”, per averne sposato la figlia) è accusato – insieme ad Antonio Grillo (detto “Totò Mazzeo”, deceduto) – di aver fatto da “palo” in occasione dell’omicidio di Filippo Piccione, avvenuto domenica di carnevale del 21 febbraio 1993 a Vibo Valentia intorno alle 21.15. L’esecutore materiale del delitto viene indicato in Salvatore Lo Bianco (detto “U Gniccu”, fratello di Leoluca Lo Bianco assassinato l’anno precedente) che sarebbe stato accompagnato sul luogo dell’omicidio dal cugino Nicola Lo Bianco (figlio di Carmelo Lo Bianco, “Sicarro”). Sia Salvatore Lo Bianco che Nicola Lo Bianco avrebbero indossato maschere di carnevale. A sparare i colpi di pistola all’indirizzo di Filippo Piccione, a due passi da piazza Municipio e nei pressi dell’abitazione della vittima, sarebbe stato – secondo l’accusa – Salvatore Lo Bianco (“U Gniccu”). Le contestazioni per tutti gli indagati (dieci in totale) sono aggravate dalla premeditazione e dalle finalità mafiose.

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