Stipendio da consigliere regionale pignorato, Salerno: «Oltre al danno, la beffa»

Per l’esponente politico è in atto una «profonda ingiustizia. Non è possibile che  per lo stesso fatto ci sia stato il sequestro e il congelamento dell’indennità»

Per l’esponente politico è in atto una «profonda ingiustizia. Non è possibile che  per lo stesso fatto ci sia stato il sequestro e il congelamento dell’indennità»

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La sede del consiglio regionale e Salerno
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«Avrei preferito che non ci fosse questa risonanza mediatica a pochi giorni dall’inizio del processo, ma forse è meglio fare chiarezza fino in fondo e spiegare esattamente come stanno andando le cose. In riferimento al “congelamento” dell’indennità a seguito del pignoramento presso terzi emanato dal Tribunale di Vibo Valentia in esecuzione di un decreto ingiuntivo presentato dalla Cooperfin Spa devo sottolineare che per lo stesso fatto era già stato disposto, in data 27 gennaio 2017 il sequestro di beni mobili ed immobili anche futuri da parte dell’autorità giudiziaria». 

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Ad affermarlo in un comunicato stampa è il consigliere regionale Nazzareno Salerno che interviene per esporre il suo punto di vista in merito al pignoramento dello stipendio disposto da Palazzo Campanella a suo carico in esecuzione di un provvedimento emanato dal Tribunale di Vibo. Salerno spiega che «il mancato pagamento di alcune rate del finanziamento concessomi è stato causato dalle conseguenze scaturite dal provvedimento cautelare personale avvenuto il 2 febbraio 2017 ed al suddetto sequestro preventivo per equivalente dei miei conti correnti e dei miei beni personali disposti nell’ambito dell’inchiesta “Robin Hood”. Il settore Risorse umane del Consiglio regionale ha provveduto nelle scorse settimane ad accantonare le somme richieste dalla Cooperfin (anch’essa coinvolta nell’inchiesta) fino al raggiungimento dell’ammontare di oltre 53mila euro (il debito ammonta a poco più di 34mila euro) comprensivi di spese legali ed interessi. Il provvedimento – la cui legittimità è in fase di verifica da parte delle autorità competenti – si è tradotto materialmente nel “blocco” dell’erogazione dell’intero versamento mensile di circa 8mila euro (rimborsi compresi) da parte dello stesso consiglio regionale».

Per l’ex assessore della giunta Scopelliti: «Non può passare inosservato che, tempo fa, tramite i miei legali, ho chiesto il sequestro alla Dda delle cambiali concernenti il prestito senza aver ricevuto ancora riscontro ed inoltre che ho presentato querela per usura nei confronti della Cooperfin. Proprio per questo, nell’udienza del 19 marzo scorso, il Tribunale di Vibo-Giudice per l’esecuzione non ha assegnato le somme a Cooperfin, ma ha fissato l’udienza per il mese di settembre per discutere nel merito. Solo allora, dunque, si saprà se Cooperfin avrà diritto ad ottenere le somme».

Infine la considerazione di carattere personale: «Non ha importanza se lo stipendio è stato congelato, in quanto è stato sempre utilizzato per aiutare gli altri. Continuerò a svolgere il mio ruolo di consigliere regionale anche senza percepire alcunché, ma ritengo che sia stata commessa una profonda ingiustizia. Non è possibile che ci sia stato il sequestro e che, per lo stesso fatto, sia nello stesso tempo in atto il congelamento dell’indennità ed il pignoramento di altri beni mobili».

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