‘Ndrangheta: i legami mafiosi del boss Giuseppe Pelle di San Luca con i vibonesi

Catturato oggi l’erede dei “Gambazza” che ha giocato un ruolo centrale nelle dinamiche criminali calabresi rapportandosi pure con i “locali” di Piscopio, Ariola di Gerocarne e Nardodipace

Catturato oggi l’erede dei “Gambazza” che ha giocato un ruolo centrale nelle dinamiche criminali calabresi rapportandosi pure con i “locali” di Piscopio, Ariola di Gerocarne e Nardodipace

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Non è più uccel di bosco Giuseppe Pelle, 57 anni, detto “Gambazza”, a capo dell’omonimo clan di San Luca – avendo ereditato il “bastone” del comando dal padre Antonio Pelle (cl. ’32), deceduto nel 2009 – catturato dalla polizia a Condofuri. Si tratta di un personaggio di vertice dell’intera ‘ndrangheta calabrese che ha avuto il suo peso anche nelle dinamiche criminali del Vibonese degli ultimi anni, con la sponsorizzazione dei casati mafiosi di Piscopio, Gerocarne e Nardodipace. E’ l’operazione “Crimine” del luglio 2010 a permettere agli inquirenti di “fotografare” gli stretti legami fra i vibonesi ed i reggini, consolidati anche dalla partecipazione ad alcuni matrimoni trasformati poi in vere e proprie “riunioni di ‘ndrangheta”. Salvatore Giuseppe Galati, di Piscopio, detto “Pino U Ragioneri” avrebbe infatti partecipato al matrimonio di Elisa Pelle, figlia del boss Giuseppe Pelle. A tale matrimonio avrebbe preso parte anche il boss Rocco Aquino di Marina di Gioiosa Ionica.

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Elementi dei Pelle di San Luca avrebbero poi avuto un ruolo importante per l’attribuzione della carica mafiosa di “santista” conferita a Michele Fiorillo di Piscopio, alias “Zarrillo”, unitamente a personaggi del calibro di Giuseppe Commisso di Siderno e Rocco Aquino, oltre a rappresentanti della “famiglia” Giorgi di San Luca. Dagli atti dell’operazione “Crimine” emerge inoltre che per Salvatore Giuseppe Galati di Piscopio sarebbe stato pronto il conferimento della carica di “Padrino” in occasione di un altro incontro – organizzato appositamente – nella casa di Giuseppe Pelle a Bovalino. Tutto sarebbe stato però alla fine rinviato. Al 13 febbraio 2010 risale invece la partecipazione di Salvatore Giuseppe Galati ad un summit di ‘ndrangheta proprio a Bovalino nella casa del boss di San Luca, Giuseppe Pelle. Riunione alla quale avrebbero partecipato Domenico Oppedisano di Rosarno, ritenuto il reggente delle “regole” dell’intera ‘ndrangheta”, Giuseppe Commisso a capo dell’omonimo clan di Siderno e della struttura di ‘ndrangheta denominata “Provincia”, Rocco Aquino di Marina di Gioiosa, Rocco Tassone di Nardodipace, ritenuto a capo dell’omonimo clan della frazione Cassari, Rosario Battaglia, Michele e Nazzareno Fiorillo, gli ultimi tre di Piscopio. Giuseppe Pelle, infine, avrebbe avuto un ruolo anche nell’attribuzione del grado di “santista” ad Antonio Altamura, il boss di Ariola di Gerocarne, nonostante le resistenze alla “promozione” espresse da alcuni personaggi di Gioia Tauro. In foto dall’alto in basso: Giuseppe Pelle, Pino Galati e Michele Fiorillo e Rocco Tassone

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