Sorveglianza speciale revocata a Vibo per genero del defunto boss Lo Bianco

Manca il requisito dell’attualità della pericolosità sociale alla luce del nuovo orientamento della Cassazione

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La sezione “Misure di prevenzione” del Tribunale di Vibo ha revocato la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza nei confronti di Nicola Manco, 56 anni, originario di Pizzo Calabro, ma residente a Vibo Valentia, genero del defunto boss Carmelo Lo Bianco, alias “Piccinni”. Per i giudici, dopo la condanna definitiva per l’operazione “Remake” (estorsione), non è più attuale – sulla scorta dei rilievi difensivi prodotti dagli avvocati Francesco e Paola Stilo ed alla luce di un recente orientamento della Cassazione – la pericolosità sociale di Nicola MancoLa misura era stata irrogata nel 2014 e, dopo un periodo di sospensione dovuto all’espiazione della pena detentiva e di sottoposizione alla libertà vigilata per un anno, aveva ripreso il suo corso. La revoca è stata motivata anche dal fatto che le ultime manifestazioni di pericolosità sociale di Nicola Manco risalgono a sei anni fa. La Questura di Vibo aveva in ogni caso fatto presente che Manco nel marzo del 2015 Nicola Manco è stato destinatario di un’informazione di garanzia emessa dalla Dda di Catanzaro per il reato di estorsione in concorso, aggravata dalle modalità mafiose. Per il Tribunale, però, si tratta di un elemento “generico in quanto non è dato sapere se il relativo procedimento penale abbia avuto corso, considerato che non risulta dal certificato dei carichi pendenti, né sono identificati in alcun modo i soggetti concorrenti nel reato”. Da qui la revoca della sorveglianza speciale che era stata irrogata per la durata di cinque anni.

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