‘Ndrangheta: operazione “Miletos”, annullata l’ordinanza, libero Gaetano Elia

Il Riesame scarcera il 51enne accusato di concorso nell’omicidio di Angelo Corigliano. Il gip si è riportato alla richiesta del pm senza “alcuna autonoma valutazione”

Il Riesame scarcera il 51enne accusato di concorso nell’omicidio di Angelo Corigliano. Il gip si è riportato alla richiesta del pm senza “alcuna autonoma valutazione”

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Il Tribunale del Riesame di Catanzaro (Valea presidente) ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Gaetano Elia, 51 anni, di Mileto, arrestato il 12 marzo scorso nell’ambito dell’operazione antimafia della Dda di Catanzaro e dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Vibo Valentia denominata “Miletos”. I giudici hanno accolto il ricorso dell’avvocato Franco Iannello nel quale il legale ha sostenuto sia la mancanza di gravità indiziaria per il proprio assistito, sia la mancanza di esigenze cautelari, e sia la presenza di alcuni errori nel riportare sentenze concluse in senso opposto a quanto sostenuto dall’accusa. Come quella del processo “Genesi” celebrato dinanzi al Tribunale di Vibo Valentia e concluso nel maggio del 2013 con l’assoluzione di Francesco Mesiano di Mileto il quale è accusato di essere stato il mandante dell’omicidio Angelo Corigliano (20 agosto 2013 a Mileto). Nell’ordinanza dell’operazione “Miletos” per dimostrare l’appartenenza di Francesco Mesiano (già condannato in via definitiva a 20 anni per l’omicidio di Nicolas Green) all’omonimo clan di Calabrò (frazione di Mileto) viene infatti riportato che lo stesso è stato condannato ad 8 anni e 3.500 euro di multa nel processo “Genesi”. Dato sbagliato poiché l’imputato da quel processo è stato assolto e la pena di 8 anni e 3.500 euro di multa è invece quella inflitta dal Tribunale di Vibo a Pasquale Pititto (poi prescritto in Appello). Il motivo principale di accoglimento del ricorso è tuttavia dato dal fatto che il Tribunale del Riesame ha rilevato che la motivazione del gip distrettuale è “pienamente sovrapponibile a quella della richiesta di misura cautelare avanzata dal pm della Dda di Catanzaro, senza che il gip – sostiene il Riesame – abbia espresso alcun apprezzamento autonomo delle fonti indiziarie e delle esigenze cautelari”. Manca quindi l’autonoma motivazione del gip per motivare l’arresto e da qui l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

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Gaetano Elia, perito informatico, dopo la commissione dell’omicidio di Giuseppe Mesiano (padre di Francesco Mesiano), secondo l’accusa avrebbe di fatto aiutato gli autori del fatto di sangue ad eludere le investigazioni asportando le registrazioni contenute nel Dvr dell’impianto di videosorveglianza ubicato presso l’esercizio commerciale di Mileto in via Cultura numero 24 (che inquadrava il transito dei soggetti diretti verso la località Pigno presso l’abitazione della vittima). Successivamente, unitamente a Giuseppe Ventrice di Mileto, è accusato di aver distrutto i filmati così acquisiti, omettendo di darli ai carabinieri per consegnarli invece ai familiari di Giuseppe Mesiano che avrebbero così programmato la vendetta contro i Corigliano. 

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