Cade l’accusa di estorsione, due condanne a Vibo

Il Tribunale collegiale derubrica il reato in esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Accolta la tesi della difesa
Il Tribunale collegiale derubrica il reato in esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Accolta la tesi della difesa
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Otto mesi di reclusione, pena sospesa ed immediato ritorno in libertà senza obblighi. Questa la sentenza del Tribunale collegiale di Vibo Valentia che ha derubricato il reato di estorsione in quello di esercizio arbitrario delle proprie ragioni nei confronti degli imputati Domenico Scalamogna (difeso dall’avvocato Francesco Muzzopappa) e Vito Corrado (assistito dagli avvocati Fabio e Gregorio Tino). I due erano stati tratti in arresto, finendo poi all’obbligo di firma, il 7 maggio dello scorso anno a Maierato con l’accusa di estorsione ai danni di V.R., in quanto accusati di aver prelevato le gomme di un trattore al fine di ottenere in cambio del denaro. In accoglimento delle argomentazioni delle difese, il Tribunale ha derubricato il reato in esercizio arbitrario delle proprie ragioni in quanto l’avvocato Francesco Muzzopappa è riuscito a dimostrare che il suo assistito Domenico Scalamogna aveva acquistato dalla parte offesa una rotopressa. Il pm aveva chiesto per gli imputati la condanna a 3 anni, un mese e 10 giorni a testa. Soddisfazione per l’esito del processo è stata espressa dall’avvocato Muzzopappa che si è visto accogliere la propria tesi difensiva con la derubricazione dell’accusa di estorsione. 

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