mercoledì,Giugno 23 2021

Tabaccaio ucciso ad Asti, fissato l’appello per tre vibonesi

Il delitto nel dicembre 2014 nel corso di una rapina sfociata in tragedia. Cinque dure condanne in primo grado

Tabaccaio ucciso ad Asti, fissato l’appello per tre vibonesi

E’ stato fissato dalla Corte d’Assise d’Appello di Torino il processo di secondo grado per l’omicidio di Manuel Bacco, il tabaccaio di 37 anni ucciso il 19 dicembre 2014 nel suo negozio di Asti in corso Alba. In primo grado si sono registrate cinque condanne a 30 anni di reclusione ciascuno per gli imputati, fra cui tre vibonesi. Si tornerà in aula per il processo d’appello il 9 giugno prossimo. I condannati in primo grado sono: Antonio Guastalegname, 52 anni, imprenditore residente a Castello di Annone, ma originario di Vibo Marina;  Domenico Guastalegname, 27 anni, pure lui originario di Vibo MarinaGiuseppe Antonio Piccolo, 29 anni, di Nicotera; Fabio Fernicola, 42 anni, di Asti; Jacopo Chiesi, 27 anni, pizzaiolo di Castello d’Annone. Per tutti il pm Laura Deodato aveva chiesto la condanna all’ergastolo per omicidio aggravato e tentata rapina aggravata. [Continua in basso]

Nel corso del processo di primo grado, Giuseppe Antonio Piccolo aveva ammesso di aver partecipato alla rapina finita nel sangue con il ruolo di “palo” alla porta dell’esercizio commerciale. Piccolo aveva poi chiesto scusa alla vedova di Manuel Bacco (Cinzia Riccio, parte civile nel processo), spiegando che l’omicidio non sarebbe stato voluto. Dopo la rapina finita in tragedia, lo stesso Piccolo aveva dichiarato di essere stato ospitato da un certo Luigi (di cui non ha ricordato il cognome) per essere il mattino successivo portato a Milano dove aveva preso un treno che l’aveva riportato a Nicotera. Giuseppe Antonio Piccolo è il figlio di Roberto Piccoloquest’ultimo ritenuto dagli investigatori un elemento di peso del clan Mancuso.
Anche Antonio Guastalegname, 52 anni, di Vibo Marina, aveva ammesso le proprie responsabilità nell’organizzazione della rapina sfociata nel fatto di sangue, scagionando però il figlio Domenico (pure lui originario di Vibo Marina) e Jacopo Chiesi.

Secondo l’accusa, Antonio Guastalegname avrebbe pianificato la rapina reclutando il figlio Domenico, Antonio Piccolo, Fabio Fernicola, 40 anni, di Asti, e Jacopo Chiesi, 25 anni, quest’ultimo ritenuto l’esecutore materiale del fatto di sangue. Nel tabacchino sarebbero entrati Giuseppe Antonio Piccolo e Jacopo Chiesi, entrambi con i volti coperti. Cinzia, la moglie di Manuel Bacco, alla vista dei malviventi ha abbozzato una reazione, suscitando una reazione spropositata nel giovane rapinatore che ha esploso due colpi di pistola a scopo intimidatorio. Il tabaccaio a quel punto si è scagliato a difesa della moglie, cercando di bloccare i rapinatori che hanno aperto di nuovo il fuoco uccidendolo sul colpo. Poi la fuga a bordo delle due vetture noleggiate in città e restituite la mattina successiva.

Antonio Guastalegname è difeso dagli avvocati Antonio Porcelli e Mauro Anetrini, Domenico Guastalegname dagli avvocati Fabio Schembri e Nico D’Ascola, Giuseppe Antonio Piccolo dagli avvocati Giuseppe Di Renzo e Francesco Capria, Fabio Ferincola dagli avvocati Patrizia Gambino e Maria Giovanna Spataro, Jacopo Chiesi dall’avvocato Roberto Caranzano.

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