Armi, droga e rituali mafiosi a Nicotera: carcere solo per uno dei fratelli Piccolo

Passa agli arresti domiciliari il più piccolo dei figli di Roberto Piccolo, destinatario nei giorni scorsi di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Vibo

Passa agli arresti domiciliari il più piccolo dei figli di Roberto Piccolo, destinatario nei giorni scorsi di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Vibo

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Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha confermato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Domenico Piccolo, 26 anni, mentre lascia il carcere per gli arresti domiciliari Salvatore Piccolo, 19 anni, anche lui di Nicotera Marina. Detenzione illegale di armi e sostanze stupefacenti l’accusa mossa ai due fratelli dalla Procura di Vibo Valentia a seguito di un ritrovamento fatto dai carabinieri nella casa del defunto zio, ucciso negli scorsi anni dal figlio all’epoca minorenne. Nel garage della casa della nonna dei due fratelli Piccolo, i carabinieri hanno invece trovato un manoscritto con i riti di affiliazione alla ‘ndrangheta. Le due abitazioni, in contrada Bragò di Nicotera Marina, sono contigue. I due fratelli Piccolo sono difesi dagli avvocati Giuseppe Di Renzo (sostituito in udienza dinanzi al Riesame dall’avvocato Giuseppe Grande) e Francesco Stilo e sono i figli di Roberto Piccolo, attualmente detenuto e ritenuto vicino al clan Mancuso. In particolare, nel corso delle perquisizioni, i militari dell’Arma hanno trovato: una pistola ed un fucile, entrambi con matricola abrasa, 90 cartucce (compatibili con le armi), un passamontagna, due giubbotti anti-proiettili (di cui uno perforato), 282 grammi di marijuana, 20 grammi di cocaina, tre bilancini di precisione e materiale per il confezionamento della sostanza stupefacente. 

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