Operazione in Toscana, fra gli arrestati c’è anche un vibonese

L’imprenditore di 67 anni residente a Vibo Valentia da qualche anno è domiciliato a Montecatini

L’imprenditore di 67 anni residente a Vibo Valentia da qualche anno è domiciliato a Montecatini

Informazione pubblicitaria
Informazione pubblicitaria

C’è anche un vibonese fra gli arrestati delle operazioni “Pluribus” e “Amici Nostri” del Comando provinciale carabinieri di Pistoia e del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Pistoia contro un’associazione a delinquere finalizzata all’intestazione fittizia di beni, auto-riciclaggio, bancarotta fraudolenta, usura, estorsione, assunzioni fittizie finalizzate alle truffe in danno dello Stato, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, evasione d’imposta e false fatturazioni.Due dei destinatari delle misure sono stati trasferiti in carcere, venticinque agli arresti domiciliari e uno è stato sottoposto all’obbligo di dimora.  Eseguite anche 41 perquisizioni locali e domiciliari, finalizzate alla ricerca di materiale informatico e cartaceo, idoneo a corroborare ulteriormente le ipotesi accusatorie. Due indagini distinte, convenzionalmente denominate “Amici Nostri” ex “Pluribus” sono confluite in un unico procedimento penale nel cui ambito hanno svolto sinergiche investigazioni il Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri e il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Pistoia, denunciando complessivamente 163 persone. I carabinieri hanno avviato le indagini nell’aprile del 2015, concentrando la loro attenzione sull’operato di alcuni commercialisti della Provincia e sugli imprenditori a loro collegati mentre le Fiamme Gialle, dal gennaio dello scorso anno, hanno svolto mirati accertamenti di polizia economico-finanziaria sul loro conto.  Le imprese coinvolte venivano fraudolentemente “svuotate” delle proprie risorse aziendali, attraverso il depauperamento dell’attivo, determinandone l’insolvenza ed, in alcuni casi, il fallimento. Inoltre nel corso delle indagini è stato accertato che quanto fraudolentemente distratto veniva illecitamente reimpiegato/riciclato in nuove realtà imprenditoriali che, di fatto, subentravano alle imprese fallite o insolventi e ne proseguivano l’attività, anche attraverso “prestanome”. Fra gli indagati finito agli arresti domiciliari anche Franco Papuzzo, 67 anni, di Vibo Valentia, ma da qualche anno domiciliato a Montecatini. Coinvolto nel 2007 nell’operazione “Nuova Alba” contro il clan Lo Bianco di Vibo Valentia, Franco Papuzzo dopo una condanna in primo e secondo grado è stato assolto in Cassazione. 

Informazione pubblicitaria