Decesso in carcere di Cosimo Caglioti, ecco la perizia

Era stata disposta dalla Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro che ha condannato il 30enne di Sant’Angelo di Gerocarne. I familiari chiedono l’autopsia con un esposto alla Procura di Napoli

Era stata disposta dalla Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro che ha condannato il 30enne di Sant’Angelo di Gerocarne. I familiari chiedono l’autopsia con un esposto alla Procura di Napoli

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E’ stata deposita la perizia d’ufficio su Cosimo Caglioti, il 30enne di Sant’Angelo di Gerocarne detenuto per le operazioni “Gringia” e “Romanzo criminale” morto mercoledì nel carcere di Secondigliano. Una perizia disposta dal presidente della Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro che ha già giudicato e condannato Cosimo Caglioti alla pena di 30 anni ritenendolo l’esecutore materiale dell’omicidio di Michele Mario Fiorillo, l’agricoltore di Piscopio freddato nel settembre 2011 nelle campagne della Valle del Mesima e che ha scatenato la reazione del clan dei Piscopisani con l’omicidio del boss di Stefanaconi Fortunato Patania. La condanna copriva anche altri due fatti di sangue commessi nella’mbito della guerra di mafia aperto nel 2011 e nel 2012 nel Vibonese: il tentato omicidio di Rosario Fiorillo a Piscopio e quello di Giuseppe Matina a Stefanaconi. Una relazione depositata dal dottore Fernando Roccia – finalizzata a valutare correttamente la compatibilità con il regime carcerario – che al fine di “preservare le condizioni di salute di Cosimo Caglioti” ha ritenuto concludere la perizia sottolineando la necessità che il 30enne di Gerocarne “possa essere ricoverato in istituto specializzato per l’effettuazione dell’iter diagnostico-terapeutico, ad esempio nel Centro di medicina del sonno (multidisciplinare), fondazione “Salvatore Maugeri”, divisione neurologia centro medico di riabilitazione di Telese Terme (Bn). Conclusa adeguatamente tale fase – ha messo nero su bianco il perito – Cosimo Caglioti potrà rientrare nella casa circondariale, considerato che le terapie dietetiche, la terapia farmacologica e la terapia ventilatoria, una volta che siano correttamente impostate, possono essere eseguite pacificamente in ambito domiciliare così come nell’istituto di detenzione, dovendo periodicamente ricorrere alla consulenza esterna per il follow-up, secondo la criteriologia e la cronologia che il Centro in questione proporrà. In ogni caso un ricovero finalizzato alla ricerca delle cause del fenomeno evidenziato consentirà di chiarire il caso clinico e di fornire esaustiva risposta anche all’ultimo quesito posto dal giudice”, vale a dire la cadenza con la quale Cosimo Caglioti deve essere “eventualmente essere sottoposto a visite specialistiche tenuto conto della patologie da cui è affetto”. La relazione del perito porta la data del 21 maggio scorso. Il decesso di Cosimo Caglioti risale invece al 23 maggio. In particolare il ricovero consigliato per Caglioti era finalizzato a meglio chiarire la lamentata sindrome delle apnee ostruttive del sonno. Sulla scorta della documentazione sanitaria consultata e delle valutazioni cliniche eseguite, il perito è giunto alla conclusione che Caglioti era affetto da “Epilessia generalizzata idiopatica con recente riscontro di crisi recidivanti da definire patogeneticamente”. Solo l’autopsia, quindi, potrà ora chiarire le cause del decesso. In tal senso i familiari del defunto (l’avvocato Vincenzo Galeota assiste la mamma e la sorella del defunto) hanno depositato un esposto alla Procura di Napoli per chiedere il sequestro della salma e l’esame autoptico.

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