domenica,Giugno 20 2021

Corruzione all’Accademia Fidia, Dimitri Licata ai domiciliari

Decisione del gip del Tribunale di Vibo Valentia. L’inchiesta mira a far luce sulla compravendita di titoli e master

Corruzione all’Accademia Fidia, Dimitri Licata ai domiciliari
Dimitri Licata

Lascia il carcere per gli arresti domiciliari Dimitri Licata, 42 anni, di Stefanaconi, arrestato nel marzo scorso nell’ambito dell’operazione “Diacono” della Procura di Vibo Valentia che mira a far luce sulla corruzione attorno all’Accademia Fidia. Il gip del Tribunale di Vibo Valentia, Francesca Del Vecchio, ha infatti accolto un’istanza presentata dagli avvocati Francesco Sabatino e Diego Brancia ed ha concesso a Dimitri Licata gli arresti domiciliari a Stefanaconi. Restano, secondo il gip, i gravi indizi di colpevolezza ma le esigenze cautelari sono state ritenute attenuate. Anche il pm si era espresso favorevolmente in ordine alla concessione degli arresti domiciliari. Dimitri Licata non potrà comunicare con alcun mezzo (telefonico o telematico) con persone diverse da quelle che con lui coabitano. [Continua in basso]

Associazione a delinquere finalizzata alla produzione di atti falsi e alla corruzione nella pubblica amministrazione, le accuse ipotizzata nei confronti di Dimitri Licata, coinvolto assieme al padre, ai fratelli e ad altri familiari nell’inchiesta “Diacono” che vede tra gli indagati per corruzione anche l’ex direttrice dell’Ufficio scolastico regionale.
Capi e promotori dell’associazione vengono indicati dall’accusa in Michele Licata e Davide Licata, padre e figlio, entrambi di Stefanaconi. Michele Licata, inoltre, nella qualità di preside dell’Accademia Fidia, avrebbe avuto pure il compito di sottoscrivere le false attestazioni di frequentazione di corsi e master. Organizzatore dell’associazione anche Dimitri Licata, che avrebbe avuto il compito di coordinare gli altri sodali per poi divenire il promotore del sodalizio dopo l’arresto del fratello Davide Licata nel luglio scorso a seguito del rinvenimento di un vero e proprio arsenale di armi nella sua abitazione.

PER LE ALTRE IPOTESI DI REATO E LE SINGOLE ACCUSE LEGGI QUI:Corruzione con l’Accademia Fidia, dai soldi nelle bottiglie di rhum all’autoriciclaggio

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