Inchiesta sui lavori autostradali nel Vibonese: Cassazione conferma sequestro alla Cavalleri

L’impresa con sede in provincia di Bergamo al centro dell’operazione “Chaos” della Procura di Vibo Valentia e della Guardia di Finanza

L’impresa con sede in provincia di Bergamo al centro dell’operazione “Chaos” della Procura di Vibo Valentia e della Guardia di Finanza

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Resta sequestrata la somma di 404.384,13 euro nei confronti dell’Impresa Cavalieri Ottavio s.p.a., in liquidazione e concordato preventivo, con sede in Dalmine, in provincia di Bergamo, società indagata per responsabilità amministrativa nell’ambito del procedimento penale nato dall’operazione della Procura di Vibo Valentia denominata “Chaos” che mira a far luce su una serie di irregolarità e di reati consumati nell’ambito dei lavori di ammodernamento dell’autostrada nel tratto ricompreso fra gli svincoli di Serre e Rosarno. La somma sequestrata è corrispondente, secondo la prospettiva accusatoria, al profitto di un’asserita truffa in danno dell’Anas, consistita nella falsa attestazione di conferimento di diversi quantitativi di rifiuti al fine di ottenere la liquidazione di un maggiore importo della relativa indennità di smaltimento nell’ambito di un appalto per lavori di ammodernamento dell’autostrada Salerno – Reggio Calabria. Tale somma era stata già trattenuta dall’Ente danneggiato mediante una rettifica contabile operata sul S.A.L. n. 16 emesso però non nei confronti della Cavalieri Ottavio, cui erano stati affidati i lavori contestati, ma della subentrante Cavalieri Infrastrutture s.r.l. Con successiva istanza di revoca del sequestro preventivo del 6 ottobre 2016, la difesa della Cavalieri Ottavio s.p.a. deduceva l’addebito di tale somma da parte della Cavalieri Infrastrutture alla Cavalieri Ottavio, nell’ambito di rapporti tra controllante e controllata, mediante un’intervenuta compensazione volontaria con un maggior credito vantato dalla Cavalieri Ottavio s.p.a.; sulla scorta di ciò, la Cavalieri s.p.a. assumeva di avere interamente restituito l’asserito profitto del reato, sicché l’applicazione del provvedimento ablatorio sulla somma trattenuta dall’Anas avrebbe determinato una duplicazione di esborso priva di causa, dal momento che la Cavalieri Infrastrutture aveva chiesto e ottenuto dalla Cavalieri Ottavio la restituzione dell’intera somma addebitatale da Anas s.p.a. Il gip del Tribunale di Vibo Valentia, con ordinanza del 14 ottobre 2016, rigettava la predetta istanza, ritenendo l’efficacia puramente interna della compensazione, limitata ai rapporti economici tra le due società e risoltasi in un mero storno contabile, e dunque priva di incidenza nei confronti del soggetto danneggiato. Con ordinanza del 17 novembre 2016, il Tribunale del Riesame di Vibo Valentia ha quindi confermato l’ordinanza del gip. Per la Cassazione il ricorso dell’impresa Cavalieri Ottavio s.p.a. è da ritenersi infondato in quanto non ravvisabile alcuna violazione di legge dedotta dalla difesa. Per la Suprema Corte, il gip e il Tribunale del Riesame hanno chiarito che la compensazione avvenuta tra società controllata e controllante aveva rilievo interno tra le due società, non potendo avere natura estintiva “esterna” rispetto alla pretesa restitutoria dell’Anas oggetto della cautela reale.

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