Scomparsa di Stefano Piperno da Nicotera, si attendono gli esami del Ris

Eseguito l’esame autoptico sul cadavere carbonizzato trovato in auto nelle campagne di Preitoni, gli inquirenti aspettano solo l’ultimo tassello per l’identificazione del corpo

Eseguito l’esame autoptico sul cadavere carbonizzato trovato in auto nelle campagne di Preitoni, gli inquirenti aspettano solo l’ultimo tassello per l’identificazione del corpo

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Si attende solo il completamento ed il deposito degli esami tecnico-scientifici affidati ai carabinieri del Ris – Reparto investigazioni scientifiche – di Messina per dare anche formalmente un nome ed un volto al cadavere ritrovato in un’auto completamente distrutta dalle fiamme, in località “Britto” nei pressi del campo sportivo della frazione Preitoni, il 19 giugno scorso. Per gli inquirenti – il pm della Procura di Vibo Filomena Aliberti – ed i carabinieri della Stazione di Nicotera e della Compagnia di Tropea, diretti dal maggiore Dario Solito, tutti gli elementi sinora raccolti portano a ritenere che il cadavere ritrovato sia quello di Stefano Piperno, il 34enne che aveva lasciato la sua abitazione martedì 19 giugno alle 15.30 per recarsi a lavoro in un centro di accoglienza per stranieri dove si occupava di alfabetizzazione dei migranti. Un luogo dove Stefano, però, non è mai arrivato. Di certo l’auto – una Fiat Punto di colore grigio – ritrovata bruciata in località Britto di Preitoni apparteneva al padre di Stefano Piperno ed era in uso al giovane. Il cadavere all’interno dell’automobile è stato ritrovato sul sedile anteriore, lato passeggero, che agli occhi dei vigili del fuoco e dei carabinieri giunti sul posto è apparso reclinato. Gli inquirenti hanno già ascoltato i genitori di Stefano Piperno – stimati insegnanti in pensione – ed una donna di nazionalità romena con la quale Piperno avrebbe avuto un appuntamento il giorno della scomparsa. Gli esami dei carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche – che dovrebbero essere completati a breve – si stanno concentrando sui reperti biologici e le tracce organiche rinvenute sulla scena del crimine. Sono esami fondamentali per stabilire con precisione la data del decesso o se il cadavere sia stato spostato dal luogo del rinvenimento. Altri esami riguardano la parte chimica, con gli specialisti alle prese con tutte le tracce non biologiche come fibre, frammenti di vernice, liquidi infiammabili e di natura sconosciuta e sostanze chimiche non identificate. Servono ad avere un quadro il più possibile completo e preciso, specie laddove ci si trova dinanzi ad un’auto bruciata e ad un cadavere carbonizzato. Nulla viene lasciato al caso, dunque, e le indagini coordinate dal pm Filomena Aliberti (in foto) proseguono speditamente. Gli inquirenti hanno già in mano diverse certezze, ma solo l’esito finale degli esami affidati al Ris potrà completare il quadro e offrire quelle risposte decisive per la svolta nelle indagini. 

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