‘Ndrangheta: operazione Outset, stralciata posizione di Rosario Fiorillo

All’epoca dell’omicidio di Giuseppe Pugliese Carchedi e del ferimento di Francesco Macrì, il 29enne di Piscopio era minorenne. Atti alla Procura dei Minori. Dal gup restano in cinque

All’epoca dell’omicidio di Giuseppe Pugliese Carchedi e del ferimento di Francesco Macrì, il 29enne di Piscopio era minorenne. Atti alla Procura dei Minori. Dal gup restano in cinque

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L’omicidio di Giuseppe Pugliese Carchedi ed il ferimento di Francesco Macrì, entrambi di Vibo Valentia, risalgono al 17 agosto 2006 lungo la strada che collega Pizzo a Vibo Marina mentre i due si trovavano a bordo di un’auto. A tale data, però, Rosario Fiorillo, 29 anni, alias “Pulcino”, di Piscopio, era minorenne e quindi la sua posizione è stata oggi stralciata dal gup distrettuale di Catanzaro, Francesca Pizii, che ha disposto la trasmissione degli atti alla Procura dei Minori affinchè valuti l’esercizio dell’azione penale al posto della Dda. Rosario Fiorillo (difeso dagli avvocati Sergio Rotundo e Domenico Anania) è accusato insieme Rosario Primo Mantino, di aver ucciso Giuseppe Pugliese Carchedi e ferito Francesco Macrì in concorso con Davide Fortuna, quest’ultimo a sua volta freddato in spiaggia nel luglio del 2012 a Vibo Marina nell’ambito della guerra di mafia contro il clan Patania di Stefanaconi. Restano invece dinanzi al gup, che dovrà pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio, i seguenti imputati: Domenico Giampà (cl. ’81), attuale collaboratore di giustizia, di Lamezia Terme;  Enzo Giampà (cl. ’70) di Lamezia Terme, il quale avrebbe guidato la moto con a bordo Domenico Giampà; Nazzareno Mantella, 35 anni, di Vibo Valentia; Salvatore Mantella, 44 anni, di Vibo Valentia, cugino di Andrea Mantella; Rosario Primo Mantino,43 anni, di Vibo Marina. Già stralciate in precedenza, invece, le posizioni di: Andrea Mantella, 45 anni, di Vibo Valentia, collaboratore di giustizia, e Franco Barba, 56 anni, di Vibo Valentia. Secondo l’accusa, Andrea Mantella, Domenico Giampà, Vincenzo Giampà, Franco Barba, Salvatore Mantella e Nazzareno Mantella avrebbero concorso nell’omicidio di Mario Franzoni, 29 anni, commesso a Portosalvo il 21 agosto del 2002, mentre la vittima si trovava a bordo della sua Fiat Punto dopo essere rientrato in paese da Mariano Comense per un periodo di vacanza. Franco Barba e Andrea Mantella vengono indicati come i mandanti del fatto di sangue (oltre ai defunti Francesco Scrugli, ucciso nel 2012, e Carmelo Lo Bianco, alias “Piccinni”, il boss dell’omonimo clan di Vibo morto in carcere), ma la loro posizione è stata separata da quella degli altri sei imputati. Salvatore Mantella e Nazzareno Mantella avrebbero invece curato la logistica dell’omicidio fornendo le armi e un motorino ai killer. Domenico e Vincenzo Giampà sarebbero stati invece gli esecutori materiali del fatto di sangue con il secondo che avrebbe guidato la moto con a bordo il secondo. Contestati anche i reati di concorso in detenzione di armi illegali e ricettazione. In foto in alto da sinistra verso destra: Giuseppe Pugliese Carchedi e Rosario Fiorillo

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