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Disposta una perizia psichiatrica su Rosario Primo Mantino. Operazione antimafia “Outset” per i delitti di Mario Franzoni e Giuseppe Pugliese Carchedi

Cronaca

Saranno processati con il rito abbreviato - che comporta uno sconto di pena in caso di condanna pari ad un terzo - tre degli imputati coinvolti nell’operazione antimafia della Dda di Catanzaro denominata “Outset” che mira a far luce sugli omicidi di Mario Franzoni (commesso il 21 agosto del 2002 a Portosalvo) e di Giuseppe Pugliese Carchedi (ucciso il 17 agosto 2006). Processo con rito abbreviato per: Domenico Giampà (cl.’81), attuale collaboratore di giustizia, di Lamezia Terme; Enzo Giampà (cl.’70) di Lamezia Terme; Salvatore Mantella, 44 anni, di Vibo Valentia, cugino del collaboratore di giustizia Andrea Mantella. Sospesi invece i termini di custodia cautelare per Rosario Primo Mantino, 43 anni, di Vibo Marina, affinchè un medico legale proceda nei suoi confronti con una perizia psichiatrica in grado di stabilire se lo stesso imputato può o meno partecipare scientemente al processo. Nazzareno Mantella, 35 anni, di Vibo Valentia, fratello del collaboratore di giustizia Andrea Mantella, è stato invece rinviato a giudizio. Per lui il processo dinanzi alla Corte d'Assise di Catanzaro si aprirà il 6 novembre prossimo. Ieri era invece stata stralciata la posizione di Rosario Fiorillo, 29 anni, di Piscopio, poiché all’epoca (17 agosto 2006) dell’omicidio di Giuseppe Pugliese Carchedi e del ferimento di Francesco Macrì, lo stesso Fiorillo era minorenne. Il gup distrettuale, Francesca Pizii, in tale caso ha trasmesso gli atti alla Procura dei Minori di Catanzaro affinchè la stessa valuti l’esercizio dell’azione penale al posto della Dda. Già stralciate in precedenza, invece, le posizioni di: Andrea Mantella, 45 anni, di Vibo Valentia, collaboratore di giustizia, e Franco Barba, 56 anni, di Vibo Valentia. Secondo l’accusa, Andrea Mantella, Domenico Giampà, Vincenzo Giampà, Franco Barba, Salvatore Mantella e Nazzareno Mantella avrebbero concorso nell’omicidio di Mario Franzoni, 29 anni, commesso a Portosalvo il 21 agosto del 2002, mentre la vittima si trovava a bordo della sua Fiat Punto dopo essere rientrato in paese da Mariano Comense per un periodo di vacanza. Franco Barba e Andrea Mantella vengono indicati come i mandanti del fatto di sangue (oltre ai defunti Francesco Scrugli, ucciso nel 2012, e Carmelo Lo Bianco, alias “Piccinni”, il boss dell’omonimo clan di Vibo morto in carcere), ma la loro posizione è stata separata da quella degli altri sei imputati. Salvatore Mantella e Nazzareno Mantella avrebbero invece curato la logistica dell'omicidio fornendo le armi e un motorino ai killer. Domenico e Vincenzo Giampà sarebbero stati invece gli esecutori materiali del fatto di sangue con il secondo che avrebbe guidato la moto con a bordo il secondo. Contestati anche i reati di concorso in detenzione di armi illegali e ricettazione. 
Rosario Fiorillo (difeso dagli avvocati Sergio Rotundo e Domenico Anania) è invece accusato insieme a Rosario Primo Mantino (in foto), di aver ucciso Giuseppe Pugliese Carchedi e ferito Francesco Macrì in concorso con Davide Fortuna, quest’ultimo a sua volta freddato in spiaggia nel luglio del 2012 a Vibo Marina nell’ambito della guerra di mafia contro il clan Patania di Stefanaconi. Nel collegio di difesa gli avvocati: Sergio Rotundo e Domenico Anania per Rosario Fiorillo; Manfredo Fiormonti per Domenico Giampà; Aldo Ferraro e Giovanna Aprile per Vincenzo Giampà; Antonio Porcelli e Salvatore Sorbilli per Nazzareno Mantella;Francesco Stilo e Sergio Rotundo per Salvatore Mantella; Sergio Rotundo e Caterina Ferrari per Rosario Primo Mantino. Rispetto alla prima parte dell’inchiesta, escono di scena altri iniziali indagati. Non viene più contestato il tentato omicidio di Giuseppe Pugliese Carchedi che non ha retto ai successivi riscontri del Tribunale Riesame. Si va verso l’archiviazione, quindi, per le posizioni di: Michele Fiorillo, alias "Zarrillo", 31 anni, di Piscopio; Nazzareno Felice, 57 anni, pure lui di Piscopio. Per quanto attiene invece all’omicidio di Mario Franzoni, si va verso l’archiviazione per i seguenti originari indagati: Paolino Lo Bianco, 54 anni, esponente apicale dell'omonimo clan di Vibo Valentia ed Enzo Barba, 66 anni, detto "Il Musichiere", al vertice dell'omonima "famiglia" di Vibo Valentia da sempre alleata ai Lo Bianco; Giuseppe Raffaele Barba (cl. '68) di Vibo Valentia, alias "Pino Presa"; Domenico Chirico (cl. '82) di Lamezia Terme, attualmente detenuto per altro reato; Giuseppe Salvatore Galati (cl. '64) di Piscopio; Gregorio Gasparro (cl. '71) di San Gregorio d'Ippona; Pasquale Giampà (cl. '64) di Lamezia Terme (collaboratore di giustizia).

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