Narcotraffico: operazione “Giardini segreti”, gli indagati respingono le accuse

Contro di loro, oltre all’attività investigativa della polizia con il coordinamento della Dda di Catanzaro, anche le dichiarazioni di Emanuele Mancuso

Contro di loro, oltre all’attività investigativa della polizia con il coordinamento della Dda di Catanzaro, anche le dichiarazioni di Emanuele Mancuso

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Conclusi gli interrogatori di garanzia per alcuni degli arrestati nell’ambito dell’operazione della Dda di Catanzaro denominata “Giardini segreti”, condotta sul campo dalla polizia contro la produzione e lo spaccio di marijuana anche grazie alle dichiarazioni di Emanuele Mancuso, 30 anni, di Limbadi, ma residente a Nicotera (in foto in alto), che dal 18 giugno scorso ha scelto di collaborare con la giustizia. Dinanzi al gip del Tribunale di Vibo, Graziamaria Monaco (per rogatoria del gip distrettuale) sono comparsi: Giuseppe De Certo, 25 anni, di Nicotera; Giovanni Battaglia, 32 anni, di Nicotera; Valentin Stratulat, 30 anni, romeno, residente a Nicotera; Francesco Costa, 34 anni, di Nicotera; Francesco Oliveri, 32 anni, di Nicotera. Gli arrestati, tutti detenuti in carcere, difesi dall’avvocato Francesco Capria, hanno risposto alle domande del giudice contestando le accuse e dichiarandosi estranei ai fatti contestati. Interrogatorio di garanzia anche per Mirco Furchì, 25 anni, di Mandaradoni, frazione di Limbadi, (raggiunto da ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari) difeso dagli avvocati Francesco Sabatino e Francesco Capria e comparso per rogatoria dinanzi al gip, Gabriella Lupoli. Il 25enne, raggiunto dalle dichiarazioni accusatorie di Emanuele Mancuso, al pari degli altri arrestati, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Infine, interrogatorio di garanzia (gip per rogatoria Graziamaria Monaco) pure per Giuseppe Franzè, 31 anni, di Stefanaconi, finito in carcere. Difeso dagli avvocati Enzo Galeota e Giancarlo Pittelli (quest’ultimo oggi sostituito per l’interrogatorio dall’avvocato Michele Ciconte), Giuseppe Franzè ha risposto alle domande del giudice respingendo le contestazioni e cercando di fornire una spiegazione alle accuse che lo chiamano in causa per i rapporti con Emanuele Mancuso e la detenzione di sostanze stupefacenti da spacciare sulla piazza di Viterbo. L’inchiesta è stata coordinata dal pm della Dda di Catanzaro, Annamaria Frustaci. Tre le piantagioni di marijuana sequestrate a Joppolo, Nicotera e Capistrano per un totale di 26mila piante. Dalla vendita al dettaglio della sostanza stupefacente Emanuele Mancuso e compagni avrebbero guadagnato circa 20 milioni di euro. LEGGI ANCHE: Narcotraffico: l’inchiesta “Giardini segreti” si divide, atti pure a Vibo

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