Narcotraffico: “Giardini segreti”, altri cinque indagati respingono le accuse

Alla base delle accuse, l’attività investigativa della polizia e le dichiarazioni del nuovo collaboratore di giustizia Emanuele Mancuso

Alla base delle accuse, l’attività investigativa della polizia e le dichiarazioni del nuovo collaboratore di giustizia Emanuele Mancuso

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Conclusi gli interrogatori di garanzia per altri cinque arrestati nell’ambito dell’operazione antidroga denominata “Giardini segreti”, nata anche grazie alle dichiarazioni di Emanuele Mancuso, il rampollo dell’omonimo clan di Limbadi e Nicotera che dal 18 giugno ha deciso di collaborare con la giustizia. Dinanzi al gip distrettuale di Catanzaro, Paola Ciriaco, hanno risposto alle domande del giudice respingendo le contestazioni mosse sulla scorta delle indagini svolte dalla polizia con il coordinamento della Dda: Maria Ludovica Di Stilo, 23 anni, di Vibo Valentia, difesa dall’avvocato Carmine Pandullo e finita agli arresti domiciliari; Giacomo Chirico, 21 anni, di Maierato, finito pure lui agli arresti domiciliari (avvocato Mario Bagnato); Giusy Milidoni, 21 anni, di Ionadi, arresti domiciliari (avvocati Walter Franzè e Pasquale Matera). Si è invece svolto per rogatoria dinanzi al gip del Tribunale di Roma, l’interrogatorio di Riccardo Papalia, 34 anni, di Nicotera, ma che si trova ai domiciliari a Roma (difeso dall’avvocato Francesco Capria). Per tali indagati, ai quali non viene contestato il mercato associativo, il gip distrettuale ha già dichiarato la propria incompetenza territoriale disponendo la trasmissione degli atti all’autorità giudiziaria di Vibo Valentia. Concluso anche l’interrogatorio di garanzia di Nicola Lo Russo, 39 anni, di Altamura, finito ai domiciliari. Il 39enne ha risposto alle domande del gip. Nei suoi confronti è stata disposta la trasmissione degli atti all’autorità giudiziaria di Cosenza. L’inchiesta “Giardini segreti” è stata coordinata dal pm della Dda di Catanzaro, Annamaria Frustaci. Tre le piantagioni di marijuana sequestrate a Joppolo, Nicotera e Capistrano per un totale di 26mila piante. Dalla vendita al dettaglio della sostanza stupefacente Emanuele Mancuso e compagni avrebbero guadagnato circa 20 milioni di euro. 

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