Detenzione di armi e marijuana, condanna definitiva a San Calogero

La Cassazione ridetermina la pena con uno sconto di sei mesi. Inammissibile nel resto il ricorso

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E’ stato condannato alla pena di 3 anni ed 8 mesi di reclusione ed euro 3.667,00 euro Antonio Paglianiti, 30 anni, di Calimera, frazione di San Calogero, ritenuto responsabile dei reati di detenzione e porto in luogo pubblico di arma clandestina, nel caso di specie una pistola calibro 357 magnum senza matricola, e detenzione ai fini di spaccio di canapa indiana nella misura di grammi 1.083 pari a 5.582,4 dosi medie singole. Per la Cassazione il certo possesso dell’arma viene tratto dalla convergenza di plurimi elementi: Paglianiti aveva la disponibilità del locale ove l’arma era stata occultata, un casolare insistente sul fondo di proprietà della sorella ove si recava e dove nell’anno 2011 era stato sorpreso mentre era intento a coltivare piante di canapa indiana. Nei colloqui intercettati del 30 agosto 2014, del 3 settembre 2014 e dell’1.10.2014 aveva ammesso la paternità dell’arma ed il suo porto in luogo pubblico, ossia dal luogo in cui si era svolta una lite con i fratelli, nel corso della quale la pistola era stata utilizzata, al luogo del suo rinvenimento. Il quantitativo dello stupefacente caduto in sequestro e il numero di dosi medie da esso ricavabili hanno precluso la configurabilità dell’ipotesi lieve invocata dalla difesa. Rispetto alla sentenza di secondo grado, Paglianiti ha ottenuto in Cassazione uno sconto di pena di sei mesi di reclusione in quanto il reato di detenzione e porto di arma comune da sparo è stato assorbito nel reato di detenzione e porto di arma clandestina. Nel resto il ricorso è stato ritenuto inammissibile.

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