Nuovo ordine di arresto per l’armiere dei Mancuso

Si tratta di un trentunenne di Ionadi cui viene contestato di aver agevolato il clan di Limbadi nella detenzione delle armi da guerra scoperte dal Ros dei Carabinieri nel marzo scorso.

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Si tratta di un trentunenne di Ionadi cui viene contestato di aver agevolato il clan di Limbadi nella detenzione delle armi da guerra scoperte dal Ros dei Carabinieri nel marzo scorso.

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Un nuovo ordine d’arresto è stato emesso dal gip distrettuale di Catanzaro per Domenico Signoretta, 31 anni, di Jonadi, in provincia di Vibo Valentia: L’uomo è ritenuto l’armiere del clan Mancuso guidato da Pantaleone Mancuso, detto “l’Ingegnere”, il boss estradato dall’Argentina dopo essere stato catturato lo scorso anno in Sud America dove si era reso latitante. Il gip, su richiesta del pm della Dda di Catanzaro Camillo Falvo, contesta a Signoretta l’aggravante mafiosa – e cioè di aver agevolato il potente clan Mancuso di Limbadi – nella detenzione di un vero e proprio arsenale di armi da guerra scoperto dai Carabinieri del Ros di Catanzaro a Jonadi il 26 marzo 2015 in un fabbricato rurale e in un ovile.

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Fra le armi rinvenute, un fucile a pompa calibro 12 con matricola abrasa, una mitragliatrice e cinque pistole di vario calibro e marca, più mille munizioni. L’aggravante dell’agevolazione del clan mafioso dei Mancuso nasce dalle dichiarazioni di Arcangelo Furfaro, collaboratore di giustizia di Gioia Tauro vicino alla cosca Mole’ che ha ricostruito il ruolo di Signoretta quale “braccio-destro del boss Pantaleone Mancuso”.

Comparso stamane dinanzi al gip di Vibo, Gabriella Lupoli, per l’interrogatorio di garanzia, Signoretta – difeso dall’avvocato Francesco Sabatino, sostituito in udienza dall’avvocato Antonio Pasqua – si è avvalso della facoltà di non rispondere. (Agi)