Nicotera sotto shock dopo la sparatoria in spiaggia. «Ora non ci sentiamo più al sicuro» (VIDEO)

Siamo tornati al lido “Il gabbiano” il giorno seguente l’omicidio di Francesco Timpano, freddato tra bagnanti e ombrelloni. Ecco le testimonianze del titolare della struttura e di chi si trovava nei dintorni 

Siamo tornati al lido “Il gabbiano” il giorno seguente l’omicidio di Francesco Timpano, freddato tra bagnanti e ombrelloni. Ecco le testimonianze del titolare della struttura e di chi si trovava nei dintorni 

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Il gestore del lido "Il gabbiano"
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Il giorno dopo l’omicidio di Francesco Timpano, il 45enne ucciso davanti agli occhi terrorizzati di turisti e bagnanti, il lido “Il gabbiano” di Nicotera Marina riapre.  Davanti alla struttura incontriamo il titolare, Tonino Buccafusca. Indossa una maglia rossa con la scritta “Salvataggio”. E’ ancora scosso. «Eravamo nel bar a servire gli ultimi clienti che stavano pranzando – racconta – quando abbiamo sentito gli spari seguiti da urla disperate e poi il fuggi-fuggi. Quando mi sono affacciato ho visto un corpo disteso per terra e ho chiamato i carabinieri che in pochi minuti hanno raggiunto il lungomare». E’ preoccupato Buccafusca. «Chi se l’aspettava una cosa del genere?». E’ frastornato, c’è da organizzare il pranzo di Ferragosto, ma il pensiero che il suo lido sia stato teatro di un omicidio, non gli dà pace. Ci confessa di non aver chiuso occhio durante la notte, di non sentirsi tranquillo. I suoi clienti, vecchi e nuovi, sono tornati regolarmente a frequentare il lido anche oggi. In prima fila gli habitué, quelli che ogni anno prenotano la stessa spiaggia e lo stesso mare. «E’ da 50 anni che sono emigrato da Nicotera e ogni estate ritorno. E ogni anno la situazione peggiora – confessa un avventore -. Non bastava il mare sporco e la spazzatura sulle strade, anche un omicidio in pieno giorno doveva capitare. Siamo alla frutta!». Dice amareggiato. Gli fa eco un vicino di ombrellone, anche lui emigrato, anche lui originario di Nicotera: «Non mi sento al sicuro – dice –, la città non è al sicuro. Qui i criminali girano armati perché sanno che nessuno li controlla».

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All’ingresso del locale incontriamo un anziano signore. È il padre del titolare. Racconta quello che ha visto ieri. «C’era un via-vai di persone a quell’ora. Alcuni clienti stavano finendo di consumare il pranzo, altri sorseggiavano un caffè al bar. Molti erano in spiaggia. Si sentivano gli schiamazzi dei bambini. All’improvviso gli spari». Poi ci indica le telecamere di videosorveglianza che circondano il locale. «I filmati sono già in possesso dei carabinieri, ce li hanno requisiti appena arrivati». La vittima stava per fare la doccia quando il killer lo ha freddato con diversi colpi di pistola. E proprio sulle docce punta un occhio elettronico che potrebbe avere ripreso l’omicidio. E intanto il Comitato 14 luglio, che da anni si batte per la tutela del territorio, ha promosso un incontro che si svolgerà oggi pomeriggio alle 17, in piazza Mercato a Nicotera Marina. Un incontro, originariamente voluto per denunciare le condizioni in cui versa il mare, nel corso del quale ora, inevitabilmente, verrà ribadito un secco no alla violenza. Lo stesso messaggio che da ieri campeggia su alcuni striscioni:  «No alla violenza, no alla ‘ndrangheta, no al degrado. Il paese non è il vostro».  

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