Inchiesta “Giardini segreti”: nuova pronuncia del Riesame per cinque indagati

Sono accusati di spaccio di marijuana dopo le accuse di Emanuele Mancuso. Per tali posizioni non più competente la Dda di Catanzaro

Sono accusati di spaccio di marijuana dopo le accuse di Emanuele Mancuso. Per tali posizioni non più competente la Dda di Catanzaro

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Nuova decisione del Tribunale del Riesame per cinque indagati coinvolti nell’operazione della polizia denominata “Giardini segreti”. Questa volta la pronuncia del Riesame riguarda l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Vibo Valentia dopo la trasmissione degli atti alla Procura di Vibo da parte del gip distrettuale di Catanzaro che si era spogliato della competenza territoriale e funzionale in quanto a tali indagati non viene contestato il reato associativo. Come già aveva fatto da altra sezione del Tribunale del Riesame di Catanzaro che si era pronunciata sull’originaria ordinanza del gip distrettuale, i giudici hanno annullato l’ordinanza agli arresti domiciliari per Giacomo Chirico, 21 anni, di Maierato, difeso dall’avvocato Mario Bagnato. Il 21enne, quindi, resta indagato a piede libero. Arresti domiciliari venuti meno anche per Salvatore Ferraro, 22 anni, di Rombiolo (avvocato Mario Ferraro) e per Maria Ludovica Di Stilo, 23 anni, di Vibo (avvocato Carmine Pandullo). Nei loro confronti il Riesame – come già disposto sull’ordinanza del gip distrettuale – ha sostituito la misura con l’obbligo di firma per tre volte a settimana. Arresti domiciliari confermati, invece, per Giusy Milidoni, 21 anni, di Ionadi (difesa dagli avvocati Walter Franzè e Pasquale Matera). La ragazza è stata chiamata più volte in causa dalle dichiarazioni di Emanuele Mancuso (in foto in alto), il rampollo dell’omonimo clan di Nicotera e Limbadi che dal 18 giugno scorso ha deciso di collaborare con la giustizia. Sostituzione degli arresti domiciliari con l’obbligo di presentazione quotidiana alla Stazione dei carabinieri, infine, la decisione del Tdl per Riccardo Papalia, 34 anni, di Nicotera, difeso dall’avvocato Francesco Capria. Gli indagati – per i quali è caduta la competenza della Dda di Catanzaro – sono accusati di detenzione di marijuana ai fini di spaccio. 

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