Maltempo: danni anche a Mileto e sulla provinciale per Dinami

Un fulmine ha tranciato di netto un albero caduto sui fili dell’alta tensione. Frane lungo alcune arterie stradali e asfalto portato via dall’acqua

Un fulmine ha tranciato di netto un albero caduto sui fili dell’alta tensione. Frane lungo alcune arterie stradali e asfalto portato via dall’acqua

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Anche Mileto si ritrova in queste ore costretta a contare i danni del maltempo. Le classiche bombe d’acqua hanno creato disagi e provocato danni in diverse zone della cittadina normanna. Tra i punti più colpiti, l’arteria provinciale che dalla città capoluogo porta alla frazione San Giovanni, un tratto che già di per sé è costretto a fare i conti con le gravi criticità (fitta vegetazione sovrastante le carreggiate e tanto altro) dovute alla mancanza di una manutenzione ordinaria e straordinaria adeguata. Nello specifico, un fulmine ha colpito e tranciato di netto un albero nei pressi dell’entrata del Parco archeologico medievale, davanti al tempietto dedicato alla Madonna della Guardia. La pianta è finita successivamente sui fili dell’alta tensione. Sul posto, allertati dalla polizia municipale e dai carabinieri, sono giunti i tecnici della Provincia di Vibo, mentre per riparare i danni e riportare il tutto alla normalità sono dovuti intervenire alcuni addetti dell’Enel. Qualche centinaio di metri più a sud, sempre sulla stessa strada provinciale Mileto-Dinami, a causa delle copiose piogge una frana con tanto di arbusti si è abbattuta pericolosamente sull’asfalto, per fortuna in un momento in cui non transitava nessun veicolo. In questo caso, ad intervenire per liberare la carreggiata e rendere di nuovo percorribile l’arteria sono stati alcuni automobilisti rimasti bloccati. Tra le criticità registratisi in queste ore a causa dei forti rovesci, infine, quella in via XVI Luglio a Mileto. Qui, i vigili urbani e gli addetti del Comune hanno dovuto fare i conti con l’asfalto portato via in più parti dai copiosi torrenti d’acqua creatisi in quei concitati momenti, ennesima dimostrazione della fragilità di un territorio troppo spesso dimenticato da politica e istituzioni.     

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