Inchiesta sui rifiuti a Vibo: altre tre ore di interrogatorio per Adriana Teti

Al vaglio degli investigatori ulteriore documentazione utile allo sviluppo delle indagini. La dirigente del settore Ambiente del Comune ascoltata dopo l'audizione ieri del direttore tecnico della Dusty

Al vaglio degli investigatori ulteriore documentazione utile allo sviluppo delle indagini. La dirigente del settore Ambiente del Comune ascoltata dopo l'audizione ieri del direttore tecnico della Dusty

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Oltre tre ore di interrogatorio oggi per la dirigente del settore Ambiente del Comune di Vibo Valentia, Adriana Teti. Un ritorno dagli investigatori per approfondire determinate circostanze dinanzi alla sezione di polizia giudiziaria, aliquota carabinieri “Nucleo Ambiente”, che già martedì aveva provveduto a sentirla per quattro ore unitamente ad Alfonso Colaci, direttore esecuzione del contratto con la Dusty. L’inchiesta ruota attorno all’appalto da dieci milioni di euro in tre anni aggiudicato dalla ditta di Catania “Dusty” per lo smaltimento dei rifiuti in città e nelle frazioni, comprensivo della pulizie delle spiagge comunali dal 15 maggio al 15 settembre, della pulizia di strade e marciapiedi, della pulizia dei cimiteri e della potatura degli alberi. Adriana Teti ha fatto ingresso negli uffici dei carabinieri “Nucleo Ambiente” della Procura di Vibo intorno alle 10 del mattino per uscire intorno alle ore 13. Top secret resta naturalmente il contenuto dell’interrogatorio sul quale gli inquirenti – coordinati dal procuratore Bruno Giordano – mantengono il più stretto riserbo. All’attenzione degli investigatori sono finiti una serie di ulteriori documenti – rispetto a quelli già acquisiti nel corso della “visita” negli uffici del Comune sui quali la dirigente del Comune – utili allo sviluppo delle indagini e sui quali Adriana Teti, per il ruolo che riveste all’interno di “palazzo Luigi Razza”, avrebbe dato la sua versione dei fatti fornendo le proprie spiegazioni. Sul tavolo degli investigatori vi sono quindi allo stato diverse versioni: quelle di Adriana Teti e di Alfonso Colaci, quella del direttore tecnico della Dusty, Davide Golino, e quella di diversi operai, anche loro ascoltati per capire come mai in questo mese di agosto la spazzatura non è stata sempre raccolta e come mai in tutto il territorio si sono formate delle micro-discariche sparite solo da qualche giorno proprio in coincidenza con l’avvio dell’inchiesta da parte della Procura. Un “effetto Procura” sull’igiene pubblica della città che finisce per alimentare ulteriori interrogativi in ordine ai motivi che hanno impedito uguale solerzia nelle scorse settimane. Molte risposte al caos rifiuti in città sarebbero già arrivate attraverso gli interrogatori delle persone sinora ascoltate, ma tali versioni dei fatti andranno ora confrontate e messe in correlazione con quanto contenuto nella copiosa documentazione sin qui acquisita e con quanto previsto nel capitolato d’appalto. Di certo, il “gioco” allo scaricabarile da parte dei diversi soggetti chiamati in causa potrebbe costare “caro” a più di qualcuno. La ditta “Dusty, attraverso il proprio amministratore, ha infatti fatto sapere agli organi di stampa che per i cumuli di spazzatura nel territorio sono esclusivamente responsabili alcuni cittadini incivili ed il Comune che non ha mai sanzionato a dovere tali comportamenti. Comune che, dal canto suo, attraverso il neo assessore Lorenzo Lombardo – la delega all’Ambiente è stata detenuta dal sindaco Elio Costa dal 18 luglio scorso dopo le dimissioni dell’assessore Stefania Romanò, indagata per l’alluvione di Rossano – ha fatto sapere di aver stipulato una convenzione a carattere gratuito con un’associazione di volontariato specializzata in vigilanza ambientale. “Ronde” ambientali in salsa vibonese, dunque. Il tutto per stanare gli incivili, ma soprattutto – per ammissione dello stesso assessore – perché il Comune da solo non è in grado di assicurare la necessaria vigilanza del territorio contro chi deposita la spazzatura in strada. Compito che sulla carta dovrebbe spettare alla polizia municipale ma che, a quanto pare, la Giunta comunale non ritiene sufficiente ed esaustivo, tanto da avere intenzione di rivolgersi a degli istituti di vigilanza privata. Allo stato, quindi, se sempre più chiare appaiono alcune tipologie di reato che sono state commesse nel mese di agosto in tema di smaltimento dei rifiuti, restano da attribuire le singole responsabilità penali (al momento non vi sarebbero iscrizioni sul registro degli indagati). Un lavoro che la Procura guidata da Bruno Giordano intende portare avanti senza sconti per nessuno. Tolleranza zero, dunque, verso chi ha sbagliato, mettendo a rischio la salute pubblica, e provocato danni all’ambiente. Chi ha violato il codice penale, di certo ne pagherà le conseguenze.     LEGGI ANCHE: Caos rifiuti a Vibo: l’assessore chiama i vigilantes per punire gli incivili (VIDEO)

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