Il capo della Polizia a Nicotera: «Lo Stato sono tutti i cittadini» (VIDEO)

Franco Gabrielli ha preso parte al dibattito sulla ‘ndrangheta e la legalità organizzato da Antonio Miceli. Tanti gli argomenti toccati, dalla prevenzione alla repressione passando per le infiltrazioni mafiose negli enti locali e il mancato commissariato 

Franco Gabrielli ha preso parte al dibattito sulla ‘ndrangheta e la legalità organizzato da Antonio Miceli. Tanti gli argomenti toccati, dalla prevenzione alla repressione passando per le infiltrazioni mafiose negli enti locali e il mancato commissariato 

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Piazza Roberto il Giuscardo gremita in ogni ordine di posto per assistere all’incontro con il capo della Polizia Franco Gabrielli. Un pubblico incontro-dibattito sulla ‘ndrangheta e la legalità organizzato da Antonio Miceli, fondatore del gruppo “dopo le 22.00”. Franco Gabrielli, capo della Polizia, direttore generale della Pubblica sicurezza, ha risposto alle domande poste dai giornalisti Alberto Romagnoli, corrispondente Rai a Bruxelles, e Carlo Macrì, corrispondente per la Calabria del Corriere della Sera – sulle dinamiche della ndrangheta in Calabria e le iniziative di contrasto. Gabrielli si è però soffermato anche sul blocco del turnover che dal 2010 ad oggi ha portato alla perdita di quasi 20mila unità nelle forze di polizia. “Ho chiesto al ministro – ha dichiarato Gabrielli – di rafforzare le forze di polizia e di dotarle di un contratto che premi chi sta sulla strada. Nicotera in ogni caso non avrà un commissariato perché mancano i numeri”. Ricordando le parole del giudice Rosario Livatino, ucciso dalla mafia in Sicilia, ha quindi affermato: “Quando moriremo, nessuno ci verrà a chiedere quanto siamo stati credenti, ma credibili”. Essere credibili per sconfiggere la ‘ndrangheta, quindi, che “si è sostituita in molti casi allo Stato”. Chiaro anche sulla legge che disciplina lo scioglimento degli enti locali e delle Asp per infiltrazioni mafiose: “E’ una legge con dei limiti – ha spiegato il capo della Polizia – poiché bisogna poter incidere anche sulla componente amministrativa di Comuni e Province, mentre oggi è possibile solo sostituire gli eletti, i politici ritenuti collusi con la ‘ndrangheta”. Tutto ciò, fermo restando che “lo Stato sono tutti i cittadini e tutti devono contribuire ad illuminare la strada della legalità creando al contempo le condizioni per un’azione repressiva delle forze di polizia, perché la ‘ndrangheta è capace di trasformazioni rapide e di stare sempre al passo con i tempi”. Grande spazio, infine, all’opera di prevenzione alla quale “tutti devono concorrere senza aspettare azioni da parte di altri, perché ricercare responsabilità dopo la commissione dei fatti sta divenendo quasi uno sport nazionale”. Ad ascoltare Franco Gabrielli erano presenti anche il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, il prefetto di Vibo Valentia Giuseppe Gualtieri, il comandante provinciale dei carabinieri di Vibo colonnello Gianfilippo Magro, il questore di Vibo Valentia Andrea Grassi e tanti esponenti delle forze dell’ordine. 

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